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Sbarca in Rai la macchina anti-bufale e la guida Gerardo Greco

Roma – Raccontare l’Italia “per quello che è, raccontare le cose per quelle che sono. Sarà una grande macchina ‘antibufala’”. Così Gerardo Greco anticipa all’Agi il suo programma ‘2017’, al via martedì sera su Rai3. Quattro appuntamenti che saranno il talk del martedì per il mese di gennaio, per poi – in febbraio – passare il testimone al programma di Bianca Berlinguer. Quello proposto da Greco sarà un Agorà più ampio e al tempo stesso più mirato, con focus sull’Italia e sui suoi ‘muri’, “e ce ne sono…”. Raccoglie l’eredità, pesante, di un martedi’ sera che in fatto di ascolti ha avuto un crollo verticale con l’esperimento ‘Politics’ di Semprini, “però è la prova provata che l’azienda vuole compiere uno sforzo non indifferente”.

L’idea è quella di portare in prima serata “un tipo di informazione che da anni facciamo al mattino con Agorà e che funziona bene, con ascolti importanti, media 9%, che ovviamente non sono replicabili in prima serata”. “Siamo una grande macchina di giornale – aggiunge Greco – Il direttore generale Campo Dall’Orto e il direttore di rete, Bignardi, ci chiedono di andare in prima serata e riflettere insieme al pubblico sul 2017 appena iniziato. E noi raccontiamo l’Italia e i suoi ‘muri’: i migranti, i voucher, il lavoro, i vaccini, la meningite. Un’Italia da spiegare, divisa e invece da riunificare nell’epoca delle ‘bufale’, che noi intendiamo smontare”.

Per questo Greco pensa a ‘2017’ come appunto una “grande macchina antibufale’ e che racconta le cose per quelle che sono”. Quello proposto da martedì sera è “un racconto filmato, si esce dallo studio. Storie italiane su temi diversi”. Si sa che si riparte da ascolti crollati, “bisogna ripartire dal basso, e però questa trasmissione dice anche che la rete ha avuto la capacità di riorganizzarsi” dopo ‘Politics’, e “speriamo di guadagnarci posizioni e fiducia”. Il talk esiste, non si può dire che sia finito – conclude Greco -, ed è relativo l’orario in cui lo metti, “non si deve ragionare in termini di fascia oraria in cui è preferibile collocarlo. Ci sono talk mattutini negli Usa che vanno benissimo, ad esempio. L’importante è non guardare troppo indietro, a dieci anni fa, “alla mitologia del martedì sera o del giovedì sera di Santoro”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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