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SCHERZI DA PRETE – Tradimento – L’inchiesta e i documenti che svelano il più grande scandalo all’interno della Chiesa

pedofilia_spotlight_scandali_chiesa-2«Il sacerdozio è una cultura potente, antica, bellissima e utile, con un lato molto, molto oscuro.»

Tradimento è il titolo del libro inchiesta che raccoglie quanto scoperto dai giornalisti dello Spotlight Team in forza al quotidiano americano “Boston Globe”, dopo anni e anni di ricerche sui casi di pedofilia ecclesiastica. Il libro, pubblicato una prima volta nel 2002, contestualmente agli articoli-denuncia apparsi sul giornale, valse allo staff degli otto giornalisti che si occuparono del caso il Premio Pulitzer 2003, ed è ora rieditato in una versione aggiornata, in concomitanza con l’uscita nelle sale del film a esso ispirato Il caso Spotlight (regia di Thomas McCarthy),vincitore dell’Oscar 2016 come miglior film dell’anno. Le pagine di questo libro raccontano la storia di uno scandalo al cuore dell’arcidiocesi di Boston, una delle più prestigiose e potenti istituzioni ecclesiastiche del New England; mostrano la cruda realtà dei fatti e le vicende ancora più impressionanti che coinvolgono  membri della gerarchia ecclesiastica di ogni ordine e grado (preti, suore, vescovi, cardinali),colpevoli di uno dei peggiori crimini perpetrati ai danni di tante giovani vittime (bambini e bambine di età preadolescenziale, talvolta di appena quattro anni),fatti oggetto di abusi sessuali, violenze, vessazioni, veri e propri stupri.

L’inchiesta, partita dal caso di un sacerdote accusato di molestie e violenze sessuali nei confronti di centinaia di piccole vittime, si è allargata mano a mano che andavano emergendo altri casi simili, fino a toccare ben 102 diocesi sparse in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’America Latina, dall’Africa all’Europa. Soltanto negli Stati Uniti 17.259 persone hanno denunciato preti per abusi commessi tra il 1950 e il 2013; ma si tratta di dati incompleti, perché riferiti solo ai casi che la Conferenza episcopale americana ha voluto riconoscere e non comprendono quelli relativi al 2003, l’anno successivo allo scoppio dello scandalo. Dal 1978 a oggi ben diciassette sono stati i vescovi americani dimissionari per la negligenza dimostrata nella gestione dei casi di abuso sessuale. Ciò che appare evidente è che i numeri raccolti finora sono solo la punta di un iceberg, gli indicatori di un fenomeno di ben più vasta portata. In tutti questi casi le vittime predilette dai sacerdoti sono bambini in età prescolare o appena adolescenti, provenienti perlopiù da situazioni problematiche o di forte disagio; bambini orfani, bambini indigenti, persino bambini affetti da gravi handicap. La loro fragilità, unita alla tenera età, li rendeva facili prede di un gioco perverso.

La figura del prete gode presso molte frange della popolazione cattolica di una speciale aura di prestigio e rispettabilità; tanti genitori in genere iperprotettivi verso i propri figli e diffidenti nell’affidarli a qualcuno, dimostrano una cieca fiducia nei confronti di un sacerdote, tanto da contenderselo come ospite ragguardevole nelle proprie case, affidandogli anche la cura e la guida spirituale dei propri figli. Questo eccesso di fiducia e deferenza ha dotato la figura del prete di un potere smisurato, con tutti i rischi che ciò comporta. Le storie raccolte in questo libro dimostrano fino a che punto possa arrivare il vincolo di fedeltà alla Chiesa da parte di molti cattolici, disposti persino a solidarizzare col carnefice pur di non ammettere la fallibilità di un’istituzione umana e corruttibile né più e né meno di quanto lo siano tutte le altre. La fedeltà alla Chiesa, per molti, si è tradotta in un vero e proprio tradimento della persona umana, e quel che è peggio, un tradimento perpetrato sulla vita di bambini inermi le cui esistenze sono state abusate, violate, stuprate, devastate irrimediabilmente per sempre. Silenzio.

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Il più assoluto silenzio ha avvolto le migliaia di storie d’abusi consumati nelle segrete stanze dell’articolato mondo cattolico. Un silenzio pagato con il denaro, tanto denaro, in cambio del quale le vittime e i loro familiari venivano indotti a ritirare la denuncia evitando così di arrivare nelle aule dei tribunali. Trattative private, condotte dagli avvocati assoldati dalle diocesi, al fine di insabbiare tutto. Accordi che sollevavano le vittime dalla dura prova di doversi esporre pubblicamente su un fatto così intimo e traumatico, e la Chiesa dall’onta di vedere infangata la propria immagine. L’immagine è stata l’unica cosa a cui la Chiesa ha dimostrato di tenere; nessuna solidarietà o piena azione di pentimento è stata mai dimostrata nei confronti delle vittime, e anche di fronte all’enorme entità dei casi emersi, le gerarchie ecclesiastiche hanno sempre adottato la linea della minimizzazione, affermando che si trattava solo di qualche “mela marcia”, di un fenomeno che incideva non più dell’1% sulla popolazione sacerdotale.

La verità è ben altra, e una reale stima di quanti siano stati i casi di abusi sessuali forse non potrà mai essere fatta. Solo negli Stati Uniti la Chiesa ha dovuto sborsare oltre tre miliardi di dollari per patteggiare le denunce di abusi tra il 1950 e il 2015, e dodici diocesi si sono ridotte alla bancarotta. Questo dà un’idea di quanto “irrisorio” sia il fenomeno. Ma una volta fissato il prezzo del silenzio, i sacerdoti pedofili seriali venivano dichiarati «in attesa di incarico» (perifrasi utilizzata per nascondere il vero problema non chiamandolo con il suo nome),per poi essere ricollocati in un’altra parrocchia dove tutto ricominciava daccapo, secondo uno schema destinato a riproporsi identico: nuovi abusi, nuove denunce, nuovi patteggiamenti, nuovi insabbiamenti. Tradimento getta finalmente uno sguardo su questa storia di ripetute violenze a danno dei minori, di orrendi crimini protetti da ipocrisia e omertà. Una storia che rivela i particolari agghiaccianti di fatti avvenuti nel sacro recinto di una chiesa, nel chiuso di una canonica, nelle segrete stanze di un istituto religioso e persino dentro le stesse case delle vittime, lì dove si entra nelle maglie di un mondo parallelo, forte delle sue leggi e dei suoi ordinamenti, forte di quell’aura sacrale e di quell’autorità che intima rispetto e deferenza verso la figura del prete.

pedofilia_spotlight_scandali_chiesa-1All’interno di questo mondo che odora d’incenso e di freschi fiori recisi le colpe hanno un’altra consistenza, un altro senso: non ci sono reati ma peccati, non c’è condanna ma perdono, la confessione chiude per sempre in una scatola di ferro ogni tuo crimine, nulla più potrà esserti richiesto se non qualche blando gesto di contrizione e qualche preghiera bisbigliata tra te e te. Un rituale destinato a ripetersi più e più volte, poiché non c’è limite alla misericordia, e puoi tornare a fare ciò che hai fatto anche ben oltre le “settanta volte sette” a cui Cristo accorda il perdono; va da sé che ogni crimine potrà essere reiterato. Così quello della Chiesa è un mondo a sé, dove le leggi civili non valgono, non hanno alcun potere o giurisdizione. Fuori da quel “sacro” contesto si è condannati a pene ben più severe anche per piccoli reati, e gli stessi fedeli che popolano le assemblee domenicali si dimostrano più intransigenti quando c’è da giudicare e da condannare. Se un certo numero di politici opera male tutta la politica diventa una faccenda sporca, ma se un sacerdote commette un grave reato è solo una mela marcia nel corpo immacolato della Santa Chiesa. È la logica dei “due pesi e due misure”, una doppia morale squisitamente cattolica che ha fatto da terreno fertile al dilagare della corruzione ecclesiastica nelle sue molteplici sfaccettature, e la pedofilia è solo uno degli aspetti più drammatici. Godendo del suo speciale statuto, il clero ha sempre potuto esercitare liberamente, nel bene e nel male, fino a potersi macchiare di crimini orrendi facendola volta per volta franca, davanti alla legge e davanti all’opinione pubblica. Questo diabolico sistema d’impunità è insieme lo scenario e l’ingranaggio della pedofilia ecclesiastica e ne ha consentito una così vasta e impareggiabile proporzione.

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Le pagine di Tradimento trasudano di un dolore per troppo tempo rimasto sepolto nei recessi dell’anima, di tante anime; raccontano di un dolore condannato al silenzio – il silenzio delle vittime, il silenzio dei carnefici, il silenzio di chi sapeva e non ha denunciato – del trauma di tante vite violate fin dalla più tenera età e che ora reclama giustizia e verità. Ma il grido degli innocenti che si eleva da queste pagine è soprattutto un atto d’accusa alla società che nel suo complesso ha reso possibile questi abusi; è una sfida a quel timore reverenziale accordato incondizionatamente dalla società alla Chiesa. Al banco degli imputati non siedono perciò soltanto gli ecclesiastici corrotti ma anche tutti coloro che ne compongono la fida e devota sequela e che di fronte a fatti molto gravi hanno deliberatamente scelto di voltarsi dall’altra parte e di tacere: avvocati, giudici, forze dell’ordine, politici, giornalisti, medici, semplici fedeli. Tutti sono rei di questa colpa, ciascuno dalla propria posizione, e Tradimento è per tutti loro una condanna senza appello. Questa condanna non si rivolge solo al passato ma vige anche oggi per il persistente muro di omertà che ancora protegge la Chiesa dall’assunzione delle proprie responsabilità.

In Italia ci pensa la rete “L’Abuso” (che riunisce 500 vittime dei preti pedofili) a denunciare l’inadempienza della Chiesa di fronte ai casi di abusi sessuali. L’associazione ha pubblicato in questi giorni una mappa della penisola su cui sono indicati ben 200 casi di pedofilia ecclesiastica in un arco di tempo di dieci anni (e si tratta pur sempre solo di quelli noti, giunti in Tribunale). Ancora silenzio stampa. Nessuna manifestazione d’indignazione da parte degli oltranzisti cattolici. Non ci sono “sentinelle in piedi” né “Family Day” per le tante vittime di pedofili in abito talare.

Maria Dente Attanasio

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