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Schiaffo alla Cdu a Berlino, Merkel fa 'mea culpa'

Berlino – Angela Merkel ha fatto ‘mea culpa’ dopo la durissima sconfitta patita dalla Cdu a Berlino, il peggior risultato mai ottenuto dai cristiano-democratici nell’attuale capitale tedesca. La cancelliera ha ammesso che il crollo di sei punti al 16,7% è “molto deludente” e “amaro”. Sul tema più caldo, la politica di accoglienza dei profughi portata avantidal suo governo, ha annunciato che si sta “lavorando a una riduzione dei flussi” ma ha respinto ogni ipotesi di “un tetto fisso” agli arrivi, malgrado le pressioniche arrivano dal suo stesso partito. In ogni caso, ha assicurato, il milione di arrivi del 2015 “non si ripeterà”.

La Merkel ha annullato il viaggio a New York per l’Assemblea Onu per riunirsi coi vertici della Cdu. Sulla sconfitta di Berlino ha detto che se ne assume la responsabilita’, riconoscendo che “ci sono motivi locali, ma anche nazionali” per il tracollodella Cdu. Poi ha assicurato che in futuro si spiegherà “meglio” sulle politiche migratorie e ha ammesso che “non tutti i profughi vengono da noi con buone intenzioni”. Di qui a proibire l’ingresso ai musulmani, come chiede qualcuno, ce ne passa:  “Vorrei sottolineare che è contro la costituzione, il diritto internazionale, ma anche l’etica di un partito cristiano democratico e contro la mia personale opinione”, ha spiegato.

La cancelliera ha anche avvertito che non si possono lasciare soli i Paesi esposti ai flussi migratori che arrivano dal Mediterraneo come l’Italia e la Grecia, dove arrivano “molti migranti economici” che “non possono essere accolti tutti”. 

Sull’exploit della destra populista e xenofoba di Afd, che a Berlino ha ottenuto il 14,2%, Merkel ha osservato che sarà compito della Cdu “riconquistare quegli elettori”. “Vogliamo essere una Volkspartei”, un partito di massa, ha insistito. (AGI)
 

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