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Scilla (RC). Inaugurato centro di procreazione assistita. Anatema del parroco, Ai “difensori della vita” non piacciono i bambini. Per questo non si sposano

5846_24_medium Scopelliti rivendica la fecondazione assistita
Poi provoca: «Il terremoto del 1908? È colpa mia»
Botta e risposta tra il governatore e il parroco di Scilla. Che lo accusa: «Fabbrichiamo bambini che non sappiamo come far crescere»

Il governatore Peppe Scopelliti

SCILLA «Mi assumo la responsabilità del terremoto del 1908. È colpa mia». Il governatore Peppe Scopelliti sembra proprio in vena di provocazioni. L’occasione per dare sfoggio del suo sarcasmo è fornita dalle polemiche sorte all’indomani dell’inaugurazione del primo centro regionale di fecondazione assistita, celebrata ieri nell’ex ospedale di Scilla, oggi casa della salute. La nascita della nuova struttura ha fatto storcere il naso a molti, soprattutto al parroco della cittadina dello Stretto, don Francesco Cuzzocrea, che in post su Facebook ha stigmatizzato la scelta del governatore e commissario ad acta alla Sanità: «A Scilla ora abbiamo dove si fabbricano i bambini ma non abbiamo dove farli nascere, dove curarli…e neppure sappiamo come crescerli (paradossi Scopellitiani)».

Nel giro di poche ore il profilo dell’arciprete è stato inondato di commenti, la maggior parte favorevoli alle sue posizioni. Uno, in particolare, risalta più degli altri: quello dello stesso presidente della giunta regionale, che usa parole al fulmicotone contro Cuzzocrea: «Caro don Francesco, li facciamo nascere e curare in luoghi e strutture più sicure. Dovrebbe esserne contento, non ho mai letto un suo post sui politici che assumevano negli ospedali mogli, compari e mafiosi portando la sanità al degrado. In quanto al progetto, chieda alle migliaia di coppie calabresi che, ormai da anni, si rivolgono a strutture private fuori regione, spendendo migliaia e migliaia di euro, nel tentativo legittimo di diventare genitori». Poi la chiosa sardonica: «Sulla crescita dei nostri ragazzi mi assumo tutte le responsabilità ed anche sul terremoto del 1908. È anche colpa mia. Anzi, è colpa mia».

Don Francesco non ci sta, e rincara la dose: «Visto che è stato così immediato a rispondere a una legittima opinione, provi a rispondere alla mia lettera aperta dell’anno scorso per le questioni di sua competenza e dica alla sua segreteria di ricevere un parroco che aspetta di parlarle dal 2011 per cose che riguardano la comunità». Finita? Neanche per sogno. Scopelliti, nell’inedita veste di mangiapreti, replica senza timori reverenziali di sorta: «Ecco, adesso capisco. Tutto il mondo è paese. La farò contattare prossimamente». Insomma, un terremoto. (0040)

Pietro Bellantoni

18/01/2014 16:03

http://www.corrieredellacalabria.it/storie…908__colpa_mia/

Fonte

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