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Scoperta anomalia cerebrale che causa il deja-vu

(AGI) – Roma, 30 dic. – L’Istituto di bioimmagini e fisiologia
molecolare del Cnr, in collaborazione con la clinica
neurologica della’Universita’ Magna Graecia di Catanzaro, ha
svelato gli scenari neurobiologici sottostanti al deja-vu. Si
tratta un fenomeno psichico presente in circa l’80 per cento
della popolazione normale, che consiste nell’erronea sensazione
di aver gia’ visto un’immagine o vissuto un avvenimento o una
situazione. Finora non e’ stata trovata una spiegazione
plausibile a questo affascinante fenomeno, anche perche’ si e’
sempre studiato il deja-vu in condizioni di normalita’, senza
mai considerare la condizione patologica. I pazienti con
epilessia sono un modello patologico piu’ noto in letteratura
in quanto le illusioni deja-vu sono, in realta’, manifestazioni
epilettiche derivanti dalle scariche all’interno del cervello.
I ricercatori italiano hanno confrontato per la prima volta al
mondo il cervello delle persone piu’ colpite da deja-vu, sia
pazienti neurologici affetti da epilessia sia soggetti sani. La
ricerca e’ stata pubblicata sulla rivista Cortex. Lo studio ha
evidenziato che sia i soggetti malati, sia le persone sane
interessate da deja-vu, presentano anomalie a livello
morfologico, che coinvolgono pero’ aree cerebrali diverse. I
pazienti affetti da epilessia evidenziano anomalie localizzate
nella corteccia visiva e nell’ippocampo, cioe’ nelle aree
cerebrali deputate al riconoscimento visivo e alla
memorizzazione a lungo termine. Questa scoperta dimostrerebbe
che la sensazione di deja-vu, riportata dai pazienti durante un
episodio epilettico, e’ un sintomo organico di una memoria
reale, anche se falsa. Diversamente, i soggetti sani che vivono
questa esperienza “presentano piccole variazioni anatomiche in
un’area cerebrale (corteccia insulare) che ha il compito di
convogliare tutte le informazioni sensoriali all’interno del
sistema limbico/emotivo”, ha spiegato Antonio Cerasa del Cnr.
“Tale modifica parrebbe dimostrare che nel soggetto sano
l’esperienza del dA©jA -vu e’ in realta’ – ha aggiunto – un
fenomeno di alterata sensorialita’ dello stimolo percepito,
piu’ che un ricordo alterato: noi pensiamo di aver gia’ visto
quel posto, ma in realta’ e’ la sensazione che abbiamo provato
nel vederlo che ci richiama uno stimolo mnestico
precedentemente associato”.

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