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Scritte omofobe sull’auto del 24enne attivista per i diritti dei gay

Il giovane due anni fa era stato vittima di un episodio di violenza su un autobus.

Pubblicato il 21/10/2017 –
federico callegaro –
torino –
Insulti omofobi incisi sulla portiera della sua macchina, parcheggiata sotto casa. E’ quello che si è trovato davanti pochi giorni fa Stefano Sechi, giovane di 24 anni impegnato nella lotta per i diritti degli omosessuali e già vittima, due anni fa, di un episodio di violenza.

All’epoca il ragazzo era stato aggredito su un bus notturno ed era stato preso a pugni, questa volta, invece, gli aggressori se la sono presa con la sua auto: «Oggi la macchina che mi è costata tanti sacrifici e dedizione porta il “marchio” della mia colpa: essere gay, avere una tendenza sessuale diversa dalla massa – spiega stefano sulla sua pagina Facebook -. Non sono rinchiuso dietro a delle sbarre, ma so bene come ci si sente quando vengo privato della mia inalienabile libertà, la libertà di essere me stesso. In realtà quella scritta non fa male, è solo mero vandalismo, i soldi vanno e vengono, forse un fastidio perché ero in procinto di venderla, ma vi garantisco che non fa male, perché sì, sono gay. Non fa male come quando due anni fa venni preso a pugni su un bus per la stessa identica colpa. Però è oppressivo. Perché le ferite, in questo caso, arrivano dopo».

http://www.lastampa.it/2017/10/21/cronaca/scritte-omofobe-sullauto-del-enne-attivista-per-i-diritti-dei-gay-OZ8xsyOrVi3kzQPj34NkHK/pagina.html

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