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Scrittore di noir e assassino: lo incastrano per una strage. La traccia in un suo libro

Scrivere ciò che si è realmente vissuto? Per i giallisti e gli autori di noir si tratta per fortuna di un raro fenomeno. E le eccezioni non sono più materia di critica letteraria, ma di polizia criminale. E’ quanto succede adesso in Cina a Liu Yongbiao, autore di vari best seller nei vasti confini nazionali. Lo hanno arrestato con l’accusa di avere assassinato quattro persone, in un passato che lui considerava remoto ma non impunito per sempre. Fu ventidue anni fa. E si trattò di un crimine che gli avrebbe anche ispirato materia per romanzo.

 

La lunga attesa segreta che durava dal ’95

Liu, 53 anni, è accusato di avere ucciso assieme a un complice i due proprietari di un ostello, il loro nipote di 13 anni e un ospite, il 29 novembre 1995 a Huzhou, città nella provincia orientale dello Zhejiang. Quando la polizia si è presentata alla sua attuale abitazione, a Nanling nello Anhui, lo scrittore non è apparso sorpreso e ha indirizzato agli agenti una frase davvero romanzesca: “Sono rimasto ad aspettarvi per tutto questo tempo…”. Poi, in una lettera alla moglie di cui riferisce il “China Daily”, fa una esplicita confessione: “Ho vissuto nella paura per venti anni. Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato”.

Lo scrittore avrebbe utilizzato la sua esperienza di assassino annunciando nel prologo al volume “Il colpevole segreto”, pubblicato nel 2010, che si accingeva a raccontare di una bella romanziera la quale ha ucciso tanta gente finché i suoi crimini non vengono scoperti.

La strage all’ostello del ’95 era rimasta senza colpevoli perché i due assassini riuscirono a scappare senza essere identificati, ma le analisi del dna condotte nei mesi scorsi, nonché la pertinacia degli investigatori che hanno analizzato 60 mila impronte digitali in quindici province della Cina durante gli anni, hanno consentito di concentrare i sospetti su Liu e su un tale Wang, che era suo vicino nel paese d’origine e ha oggi 64 anni. E’ stato rintracciato e arrestato anche lui. La strage seguì al tentativo di rapinare un cliente dell’ostello. Alla sua reazione, i due lo uccisero poi furono costretti a eliminare la coppia che gestiva la guest-house e il loro nipote, per cancellare le testimonianze.

Omicidi & scrittura tra fiction e realtà

Liu Yongbiao è diventato celebre in Cina nel 2005 con il romanzo “Un film”, che ottenne diversi premi. Nel 2014, un’altra sua opera è stata adattata per una serie televisiva in cinquanta episodi.

Il caso richiama quello dello scrittore danese Richard Klinkhamer, che fece opera letteraria del suo omicidio della moglie Hannelore, e che quando della donna si ritrovò lo scheletro, fu pubblicata – però virata dalla collana del romanzo puro a quella di non-fiction.

Sul versante speculare della pura immaginazione, il tema dello scrittore assassino che traduce il suo delitto in letteratura – quasi come catarsi – è stato sviluppato più di una volta. Per esempio nel romanzo d’esordio di Amélie Nothomb, “Igiene dell’assassino”, in cui una giovane giornalista smaschera l’omicidio giovanile commesso da un ormai moribondo Premio Nobel, Prétextat Tach, il quale ne aveva fatto oggetto di un racconto incompiuto. C’è anche il caso, vedi il film “Analisi di un delitto” di Rowdy Herrington, un incauto ex avvocato che ruba la paternità di manoscritto e ne cava un romanzo di successo, senza sapere che l’autore – intanto morto – narrava una serie di veri delitti irrisolti. L’ex avvocato ne sarà accusato perché il libro svela dettagli che solo l’assassino poteva sapere. E si dovrà difendere da accuse più pesanti del plagio.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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