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Scuola di Alzheimer per parenti dei malati “Seguirli, ma a casa”

L’UNIVERSITA’ Popolare di Torino annuncia tra i suoi corsi una novità rilevante: “Appunti di viaggio sull’Alzheimer per aiutare le famiglie e sensibilizzare la comunità”. La malattia sarà studiata a scuola dai parenti e dagli amici delle persone colpite in tutti i suoi aspetti: scientifici, sociali, relazionali, «dalla routine quotidiana al Tso», dalla condizione iniziale di autosufficienza alle ultime fasi di vita.
E’ infatti evidente che la risposta assistenziale più1 “forte” diviene la cura a domicilio, ma in termini qualificati. Uno degli impegni più rilevanti è la scoperta tempestiva del male, perché le cure immediate rallentano il declino e migliorano le condizioni di vita, evitando crisi drammatiche.
Altri problemi quotidiani hanno grande rilievo, come il rapporto molto delicate tra malato e cibo; al riguardo un’iniziativa scientifica e sociale per i parenti è annunciata alla ripresa settembrina dalla struttura di cura dell’Alzheimer dell’Ospedale San Luigi di Orbassano diretta dal dottor Fausto Fantò: un convegno affronterà il tema dell’alimentazione perché la malattia rischia di rendere drammatico il tempo del pranzo e della cena; senza adeguate attenzioni il malato può essere esposto a gravi episodi di soffocamento.
Anche questa “scuola” (proveniente da una struttura che assiste annualmente un migliaio di persona, con trenta posti letto) si pone nell’ottica di un’adeguata formazione dei famigliari, per un’assistenza non “passiva”, nella linea di un sostegno domiciliare concreto. All’incontro è annunciata la partecipazione dell’assessore Antonio Saitta, che non ha mai mancato ai precedenti appuntamenti annuali del San Luigi, con medici, ricercatori, assistenti sociali, famigliari e molti altri soggetti.
La linea dell’assessorato alla Sanita è per lo sviluppo dell’assistenza domiciliare, con un collegamento nuovo con la rete locale dei servizi, anche in termini di impegni finanziari; ma dai messaggi convergenti dell’Università Popolare e dell’ospedale di Orbassano giunge anche un appello prioritario al governo e alle forze politiche perché alle fasce più disagiate della popolazione, colpite da gravi patologie, sia assicurata una reale attenzione.
A Orbassano porterà la sua testimonianza anche il cardinale Severino Poletto, “vicino” a papa Francesco: nell’anno della “misericordia” l’attenzione ai più deboli della società è anche una sollecitazione etica e culturale per una diversa scala di valori nelle scelte pubbliche e private. Il nuovo, essenziale ruolo delle famiglie non può essere interpretato come uno “scarico di responsabilità” verso i malati di Alzheimer, ma come l’esigenza di una forma più alta di collaborazione tra servizi pubblici e privati: casi come Avigliana vanno cancellati dalla vita sociale con nuove soluzioni alternative.
Un’ultima annotazione sull’Alzheimer: è confermata per i primi mesi del 2016 l’apertura della Clinica della Memoria promossa dalla Fondazione presieduta da don Mario Foradini; ci saranno cento posti letto per la cura e la ricerca, sotto la direzione dei Fatebenefratelli che hanno in Italia una vasta esperienza; sull’ex Campo volo di Collegno decollerà finalmente una struttura d’avanguardia, frutto della collaborazione pubblico-privato, su un’area donata dall’avvocato Agnelli, costata venti milioni di euro, in parte sottoscrizioni private, in larga misura contributi delle due Fondazioni torinesi Crt e San Paolo.
Per l’opera ci sono voluti quindici anni, tanti, forse troppi; ma oggi le esigenze sono così grandi da rendere la Clinica un autentico “bene comune”, voluta fortemente da un parroco coraggioso, da ex sindaci comunisti (di Collegno) impegnati, da imprenditori aperti.
Mario Berardi

(Repubblica 25 agosto)

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