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Scuola: Faraone, verra' assunto chi serve; stop al caos nelle graduatorie

(AGI) – Roma, 27 apr. – “Verra’ assunto chi serve. Le scuole ci diranno di quali docenti hanno bisogno e li avranno. Se mancheranno posti, saranno messi a concorso”. Lo dice in una intervista alla Stampa il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, spiegando che la nuova strategia ha come obiettivo quello di mettere fine al caos delle graduatorie. “Qualcuno doveva mettere ordine prima o poi in questo caos di graduatorie e precariato – aggiunge – il rischio era una vita da precario per gli insegnanti e uan didattica precaria per gli studenti. Abbiamo detto basta. Saranno assunti 100mila nuovi docenti con la meta’ aboliremo le supplenze, con l’altra faremo una scuola piu’ vicina agli studenti”, ha detto ancora Faraone e sul caso degli idonei al concorso del 2012, il sottosegretario ha aggiunto che si stanno elaborando “emendamenti che risolvano al situazione”. Faraone, affrontando poi il tema del ruolo del dirigente scolastico dato dal testo del ddl, ha detto che “un preside che pensasse di comandare e non condividere sarebbe folle. Noi stiamo restituendo autorevolezza a chi fa la scuola, ai dirigenti scolastici come agli insegnanti. In piu’, valorizziamo la comunita’ scolastica dando a tutti la possibilita’ di decidere sulle attivita’ della scuola. Il dirigente scolastico, sara’ valutato fra l’altro, sulla gestione organizzativa, sul raggiungimento dei risultati e sulla gestione delle risorse umane. E parte della sua retribuzione dipendera’ da questa valutazione”. Il sottosegretario, riferendosi poi allo sciopero indetto per il prossimo 5 maggio, ha detto di avere “rispetto massimo per lo sciopero ma a me, piu’ che rappresentanti del mondo reale, alcuni sindacalisti sembrano dei marziani. Non so in quale galassia si organizzi uno sciopero contro un governo che mette quasi quattro miliardi sull’edilizia scolastica, 500 euro all’anno per ogni docente perche’ si formi e si aggiorni”. I tempi di approvazione del ddl, assicura Faraone, “saranno brevi. La riforma dovrebbe partire dal prossimo anno scolastico. Metteremo la fiducia solo se vedremo messo a rischio il piano di assunzioni e la rivoluzione della scuola”. (AGI)

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