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Scuola, l’ora di religione non interessa piu’

Articolo di Davide Mancino (Espresso 27.10.16) “In meno di dieci anni la percentuale degli studenti che scelgono di non frequentarla è raddoppiata, passando dal 6 al 12 per cento. Situazione molto diversa nelle varie aree del Paese: se al Sud poco o nulla sembra cambiato rispetto al passato, al Nord la situazione riguarda uno scolaro su cinque

“”A volte, quando cambia qualcosa d’importante, succede nel modo più spettacolare e improvviso: rivoluzioni, persone in piazza, grandi manifestazioni. Altre invece può passarci sotto il naso senza che neppure ce ne accorgiamo, e poi un giorno ci svegliamo chiedendoci: “Ma quand’è che sarebbe successo, esattamente?”. Fra queste ultime, un piccolo ma significativo segnale di dove sta andando la società italiana – la lenta ma progressiva scomparsa dell’ora di religione a scuola.
Secondo i dati resi noti dalla Cei, infatti, i bambini e ragazzi che non la frequentano sono sempre di più: una percentuale meno che raddoppiata, in effetti, al 12,2% del totale nello scorso anno scolastico rispetto al 6,6% del 1998/1999. Può non sembrare un gran che, ma si tratta di centinaia di migliaia di studenti in meno – certo non un numero da poco.
Eppure, come succede quasi sempre quando guardiamo al nostro paese, non esiste una sola Italia ma almeno un paio. E infatti se al sud il quadro è rimasto pressoché identica a sedici anni fa al centro e – soprattutto – al nord appare cambiato molto. Nella parte settentrionale dell’Italia gli studenti che non frequentano l’ora di religione sono arrivati a poco meno del 18%: quasi uno si cinque nell’intero ciclo scolastico, dunque.
La Cei usa però un modo un po’ particolare per dividere le aree geografiche del paese, e per “nord” intende Piemonte, Lombardia, Triveneto, Liguria e Emilia-Romagna. Al centro risultano incluse Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna, mentre del sud fanno parte Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia.””

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