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Scuola, perché il referendum sulla riforma non si può fare

Roma – Non ci sarà il referendum sulla riforma della ‘buona scuola’.  La Cassazione ha verificato che non è stato raggiunto il numero di firme necessario – la legge prevede le sottoscrizioni di almeno 500mila elettori – a supporto di quattro richieste di referendum sulla riforma. Con un’ordinanza depositata oggi, l’ufficio centrale per il referendum presso la Suprema Corte ha dichiarato dunque “non conformi a legge” le richieste. La Cassazione conferma dunque quanto già comunicato lo scorso 12 ottobre al Comitato referendario.

I quattro quesiti alla base del voto riguardavano l’abrogazione delle norme sui finanziamenti privati a singole scuole pubbliche o private (che ha raggiunto 484.395 firme), l’abrogazione delle norme riguardanti il potere discrezionale del dirigente scolastico di scegliere e confermare i docenti nella sede (486.820), l’abrogazione delle norme sull’obbligo di almeno 400-200 ore di alternanza scuola-lavoro (467.461) e l’abrogazione delle norme sul potere del dirigente di scegliere i docenti da premiare economicamente e sul comitato di valutazione (489.019 firme).

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