TwitterFacebookGoogle+

Scuola: Renzi, "contano i ragazzi. Dialogo ma basta status quo"

(AGI) – Roma, 14 set. – “Tutti i nostri sforzi non sono per una scartoffia burocratica o per un progetto architettonico, ma per i progetti di vita dei nostri ragazzi. E’ a loro che voglio fare un gigantesco in bocca al lupo. La risorsa piu’ grande dell’Italia, ragazzi, siete voi”. Gli auguri per l’apertura dell’anno scolastico arrivano via Facebook e Matteo Renzi coglie l’occasione per un’ampia disamina della riforma e del suo stato d’attuazione. “Siamo pronti ad ascoltare, migliorare, confrontarci, cambiare. L’unica cosa che non possiamo accettare e’ fermarci allo status quo”, ribadisce il presidente del Consiglio. (AGI) Passati in rassegna i capisaldi della riforma, Renzi non si nasconde che “ovviamente c’e’ ancora molto da fare, a cominciare dai decreti attuativi su cui rinnoviamo l’invito alla partecipazione”. “Come avete visto noi siamo persone, che amano confrontarsi e discutere, ma che alla fine portano a casa l’obiettivo. Quindi, se vogliamo abbandonare lo scontro ideologico e confrontarci sul bene comune, su cio’ che veramente serve alla scuola, siamo felici di farlo. Siamo pronti – ribadisce il presidente del Consiglio – ad ascoltare, migliorare, confrontarci, cambiare. L’unica cosa che non possiamo accettare e’ fermarci allo status quo. Per noi la scuola e’ la priorita’, la priorita’ del Paese. Ci sono piu’ soldi per edilizia scolastica, per il funzionamento degli istituti, per gli insegnanti. Gia’ questa e’ la piu’ grande novita’: sulla scuola si investe e non si taglia”. “Fatta questa lunga premessa, lasciatemi dire che la missione della scuola e’ quella di educare buoni cittadini, donne e uomini curiosi e appassionati. Tutti i nostri sforzi non sono – sotolinea – per una scartoffia burocratica o per un progetto architettonico, ma per i progetti di vita dei nostri ragazzi. E’ a loro che voglio fare un gigantesco in bocca al lupo. La risorsa piu’ grande dell’Italia, ragazzi, siete voi. Non i musei, non le grandi aziende, non il risparmio privato: siete voi. In bocca al lupo. Che sia un anno di curiosita’ e fascino. Che sia un anno di sfide e di miglioramenti. Che sia un anno di qualita’. Tutto il resto viene dopo. Buon anno scolastico a tutti”. “Sono grato per la straordinaria dedizione e professionalita’ della stragrande maggioranza dei professori. Non e’ questo il momento di fare polemiche su tanti slogan di questi mesi che la realta’ ha dimostrato essere falsi”. Non si nasconde, Renzi, che “ci eravamo lasciati con le polemiche sulla Buona Scuola e, se un po’ conosco questo mondo, credo che continueranno ancora” ma confida nel fatto che “il tempo e’ galantuomo e i prossimi mesi dimostreranno che la Buona Scuola non era il mostro paventato”. “E’ un primo passo, niente di eccezionale, ma un primo passo per dare piu’ valore alla scuola e all’insegnamento”, rivendica il presidente del Consiglio. “Il 97% dei docenti ha accettato il ruolo che gli e’ stato proposto. Migliaia di precari hanno adesso un lavoro stabile. Alla fine della fase di assunzioni ogni scuola avra’ in media sette insegnanti in piu’, meno classi numerose, piu’ attivita’ per integrazione, approfondimenti, sostegno. Da quest’anno – ricapitola ancora – gli insegnanti avranno anche a disposizione un piccolo bonus di 500 euro netti per acquistare libri, biglietti per teatri e concerti, corsi di approfondimento, formazione personale permanente. Niente di stratosferico, no. Ma e’ un piccolo gesto di attenzione ed e’ la prima volta – rivendica – che accade”. “Utilizzo il primo giorno di scuola per fare il punto della situazione sulle cose che sono state fatte”, spiega Renzi. “Partiamo dalla sicurezza. Abbiamo ereditato – ricorda – una situazione molto negativa, ma non siamo gente che si piange addosso. Trentatremila immobili sono la casa dei nostri studenti. Abbiamo bussato alla porta della Banca Europea degli Investimenti (circa un miliardo di finanziamento), abbiamo destinato all’edilizia scolastica fondi di programmazione nazionale e alla fine abbiamo stanziato 3,7 miliardi per le scuole, per realizzare un totale di seimila interventi nel prossimo triennio. Di questi, seicento sono stati realizzati in questi mesi, dalla Lombardia alla Sicilia passando per l’Emilia del post-terremoto. Migliaia di ragazzi entreranno in scuole piu’ sicure”. “Secondo: quante polemiche – incalza – sulla carta igienica da portarsi da casa, ricordate? Bene, questo deriva dal fondo di finanziamento delle scuole: valeva 110 milioni di euro e di solito veniva assegnato verso novembre, per cui i presidi non sapevano bene come muoversi. Da quest’anno, invece, il fondo e’ gia’ operativo, ed e’ stato raddoppiato. Erano 110 milioni, adesso sono 223. Oggi se una famiglia vuole dare il contributo volontario, faccia pure, ma i soldi per il funzionamento della scuola li abbiamo messi e raddoppiati. Perche’ noi alle scuole teniamo davvero”. (AGI) .
Vai sul sito di AGI.it

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.