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Scuola: si riparte, primo giorno per 9 milioni di studenti

(AGI) – Roma, 14 set. – Primo giorno di scuola oggi per 9 milioni di studenti in 13 regioni italiane, di cui 7.861.925 i ragazzi iscritti nella scuola statale e oltre 960.000 quelli delle paritarie, ma anche per un milione tra insegnanti e personale. Riparte dunque l’anno scolastico, e non e’ un anno qualsiasi, visti i profondi cambiamenti introdotti dalla riforma ‘Buona scuola’, come ha tenuto a sottolineare il premier Matteo Renzi, che su facebook ha fatto gli auguri ai ragazzi: “Tutti i nostri sforzi non sono per una scartoffia burocratica o per un progetto architettonico, ma per i progetti di vita dei nostri ragazzi. E’ a loro che voglio fare un gigantesco in bocca al lupo. La risorsa piu’ grande dell’Italia, ragazzi, siete voi”. Renzi ha chiarito che “Siamo pronti ad ascoltare, migliorare, confrontarci, cambiare. L’unica cosa che non possiamo accettare e’ fermarci allo status quo”. Sulle polemiche per i criteri di assegnazione delle cattedre, Renzi ha aggiunto: “Il tempo e’ galantuomo e i prossimi mesi dimostreranno che la Buona Scuola non era il mostro paventato. E’ un primo passo, niente di eccezionale, ma un primo passo per dare piu’ valore alla scuola e all’insegnamento”, ricordando che “il 97% dei docenti ha accettato il ruolo che gli e’ stato proposto. Migliaia di precari hanno adesso un lavoro stabile”. Sulla stessa linea il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, secondo la quale quello appena cominciato “e’ un anno che puo’ diventare quello che noi vorremmo: la scuola che rende protagonisti, studenti e insegnanti”, con l’assunzione dei precari che e’ “una scommessa vinta”. Non e’ dello stesso avviso il leader della Lega Matteo Salvini: la riforma “e’ la solita renzata con fregatura, come sempre per i piu’ deboli. Un vaffa a Renzi e alla sua buona scuola…”. Nota polemica anche del segretario Cisl Scuola Francesco Scrima, che parlando con l’AGI attacca: “Secondo le nostre stime le supplenze nella scuola quest’anno saranno 80mila sicure. Ecco quindi i risultati della riforma che doveva eliminare la ‘supplentite’. Bastava ascoltarci e predisporre un piano di assunzioni diverso per evitarlo. “. (AGI)
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