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Scuola: spostate le prove Invalsi, scoppia la polemica

(AGI) – Roma, 27 apr. – E’ polemica nel mondo della Scuola, dopo lo spostamento delle prove Invalsi di un giorno. E’ con una nota inviata a tutte le scuole che l’Invalsi ha deciso lo slittamento delle prove gia’ fissate per il 5 e 6 maggio 2015, rispettivamente al 6 e 7 maggio 2015. “Si tratta di un spostamento di data dettato dalla responsabilita’ dell’Istituto di ricerca di assicurare la significativita’ scientifica dei dati. Un campione statistico non adeguato, infatti – si legge nella nota -, renderebbe non attendibili i risultati delle prove che, da molti anni, vengono utilizzati da organismi nazionali e internazionali (Ministeri, Universita’, Agenzie di gestione dei fondi europei, Regioni, associazioni impegnate sul recupero scolastico, ecc). A questo si aggiunga il notevole danno economico conseguente la mancata utilizzazione dei somministratori esterni”. L’Unione degli studenti (Uds) attacca il ministro Giannini ed il presidente del COnsiglio, Renzi. “Ancora una volta si attacca il diritto al dissenso di docenti e studenti. Da giorni oramai va avanti la kermesse contro lo sciopero del 5 maggio da parte del premier Renzi e del Ministro Giannini – afferma Danilo Lampis, coordinatore nazionale Unione degli Studenti-. L’Invalsi, organo dipendente dal Miur, come denunciato da anni dalle associazioni studentesche e dai sindacati, sposta le prove previste il giorno dello sciopero generale della scuola il 5 maggio per continuare il tentativo di fermare il dissenso. E’ un atto gravissimo e senza precedenti. Il Governo continua a millantare un processo democratico inesistente. Da mesi sono inascoltate le proteste contro la Buona Scuola ed ora piu’ che mai sta diventando ridicola la retorica del Premier e del Ministro Giannini. Dopo l’accusa di squadrismo agli studenti ed ai docenti Bolognesi – dichiara l’Uds -, lo spostamento delle prove e’ l’ennesima prova dell’atteggiamento antidemocratico perpetrato da questo Governo. Saremo in piazza il 5 maggio anche per promuovere una idea differente di valutazione che abbiamo scritto nella nostra proposta “AltraScuola”. Il contrasto a questa riforma dell’istruzione sta diventando un baluardo non solo per la difesa della scuola pubblica, ma soprattutto della democrazia nel Paese”. (AGI) .
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