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Sebastian Kurz con ogni probabilità sarà il primo premier millennial della storia

Oltre alla conferma della virata a destra dell’Europa, dall’Austria è arrivata una novità assoluta sul piano politico. Sebastian Kurz, 31 anni, con buona probabilità sarà il primo premier millennial in Europa, e nel mondo.

Il suo partito popolare, l’Oevp, ha vinto le elezioni. Lui è il ministro degli Esteri uscente – oggi designato cancelliere – e con una campagna elettorale in cui ha spostato i temi popolari fortemente a destra, puntando molto su immigrati e sicurezza nazionale, he preso il 31,6% dei voti. Ovvero, 62 deputati (ben 15 in più di 4 anni fa) sul totale di 183.

L’Italia, in realtà dovrebbe già conoscere bene Kurz

Forse a molti il suo nome non dirà molto, ma l’Italia già conosce bene Sebastian Kurz. La sua comparsa sulla stampa italiana possiamo farla risalire al 15 maggio dello scorso anno, quando da ministro degli Esteri è stato protagonista di un braccio di ferro che ha portato Austria e Italia sull’orlo di una crisi diplomatica. Da quando assunse la carica, Kurz ha utilizzato il tema dei migranti, e della rotta che passa dal Brennero, per conquistare consensi. Tanti da metterlo in prima linea come possibile nuovo cancelliere austriaco. Un millennial, la generazione dei nati tra l’80 e il 99, la generazione forse più colpita dalla recente crisi economica, ancora in cerca di identità e certezza. E spesso ancora lontana dalla stabilità. 

La campagna anti immigrati, le inquietudini di una generazione

Figlio di una insegnante e di un tecnico, Kurz ha alle spalle una già lunga carriera politica: dopo la campagna elettorale del 2010 a 24 anni venne nominato Segretario di Stato, prima ancora di aver finito gli studi forensi, poi il passaggio agli Esteri. A Vienna ha anche ospitato, nel 2015, l’accordo sul nucleare iraniano. Dal paese alpino privo di sbocchi sul mare Kurz ha cercato di dirigere la politica europea in materia di sbarchi degli migranti, in particolare quelli in arrivo sulle coste italiane, pretendendo “che venga interrotto il traghettamento di migranti illegali da Lampedusa verso la terraferma”.

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Lo scorso anno, al quotidiano Die Presse, il ministro rilanciava anche l’ipotesi di “accogliere le persone su un’isola, per poi organizzare il loro rientro”. Un piano sulla falsa riga di Ellis Island di New York, dove per anni sono stati smistati più di 12 milioni di migranti.

Posizioni forti contro gli immigrati, contro l’apertura del mondo, la globalizzazione, il rientro nelle frontiere nazionali dopo la voglia di aprirle che ha caratterizzato gli ultimi 20 anni. E un’alleanza con l’estrema destra di Strache che inquieta l’Europa. Quasi un simbolo, forse una reazione, non l’unica possibile, delle inquietudini di un’intera generazione.  

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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