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Sei cose che Di Maio ha detto e che servono a capire che intenzioni ha

Il capo politico di M5S in tv conferma le voci su una rinuncia alla premiership. E rilancia l’accordo con la Lega (e non Forza Italia). Si attende la risposta del centrodestra. Ecco cosa ha detto, ospite di ‘1/2 in più’ di Lucia Annunziata 

Rispetto per il voto popolare

“Non ci mettano in condizioni di dire che le istituzioni escludono il volere popolare perché è stato così per troppo tempo. Non minacciamo il Quirinale e non facciamo pressioni. Se il Presidente della Repubblica è arrivato a questo punto è perché le altre forze politiche hanno fatto di tutto per non fare governare il Movimento 5 Stelle”

Quale governo?

“Non vedo le condizioni per un governo che non sia politico, ma ci sono comunque le condizioni per tenere i conti a posto. L’esercizio provvisorio é da scongiurare sicuramente. Il governo ha presentato un Def e quel documento lo analizzeremo in Parlamento. Un decreto legge manovrina a luglio o a settembre. Quello noi saremmo disponibili a sostenerlo per scongiurare l’aumento dell’Iva. Ma per tenere i conti in ordine non vogliamo sopportare governi che non rappresentano il popolo italiano. Ho sempre detto che nel Presidente Mattarella ci riconosciamo come figura di garanzia. Oggi quello che io dico e’: le forze politiche devono avere l’onere di risolvere questa questione. Per il governo del presidente oggi non ci sono numeri, perché se noi non ci siamo e non c’è la Lega di Salvini, mancano i numeri. L’idea è un contratto di governo su un governo M5S-Lega. Oltre non si va. Vogliamo fare un governo politico con la Lega su determinati punti”.

Quando andare a votare

“Io sono convinto del fatto che si può votare a fine giugno o inizio luglio“. “C’è il rischio che tutta la gente che crede in questo movimento cominci a non credere più nelle istituzioni in quanto tali. Il vero rischio è che poi i cittadini quando gli dici di andare a votare perché ‘importante’ rispondano: “Abbiamo già votato in 11 milioni che potevano essere sommati ai 7 milioni di elettori della Lega e ci è stato dato il 2 di picche’. Il Movimento 5 Stelle è un argine a queste derive. Se dovesse arrivare un’altra chiusura, anche in virtù di quello che vedo nei sondaggi, non avremmo alcun problema nel ritornare al voto. L’impuntatura a Luigi Di Maio premier non c’è mai stata”.

Renzi e l’accordo con M5s

“Se il presidente Roberto Fico riceve un incarico esplorativo dal Presidente della Repubblica e il Pd di fronte a quell’incaricato dice che c’è una disponibilità al dialogo e in quella delegazione ci sono i due capigruppo renziani… Ha meravigliato un po’ tutti l’intervista di Renzi da Fazio che ha fatto saltare il tavolo. Non credo che il Pd e il reggente Martina aprissero ai Cinque Stelle senza aver consultato il partito internamente. Ora sento il Pd dire ‘ci siamo a un governo istituzionale’. Dunque l’unica preoccupazione era impedire al M5S di governare al costo di andare al governo con il centrodestra, questo lo dovranno spiegare ai loro elettori”.

Cinismo

“In questi 60 giorni la speranza di poter fare qualcosa di buono per il Paese non l’ho mai persa e non la perdo nemmeno oggi. Il cinismo a cui ho assistito in questo periodo è incredibile”. ,

Passi avanti e passi indietro

“Finché Salvini diceva ‘scegliamo un premier di centrodestra’ la mia persona era l’argine perché non ci fosse un premier di centrodestra. Io faccio un passo indietro, Salvini fa un passo indietro, ma c’è un’altra persona che deve farlo. Quando Berlusconi ha cominciato la sua esperienza politica, io facevo il primo anno di liceo. Nella Terza Repubblica i cittadini fanno un passo avanti e i politici fanno un passo indietro”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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