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Selfie tra le macerie, dopo il sisma il turismo dell'orrore

Roma –  Il dramma delle popolazioni messe in ginocchio dal terremoto del 30 ottobre in Centro Italia non frena i ‘turisti dell’orrore‘.  Intervistato dall’Agi, Augusto Coccia, agricoltore di Castelluccio lamenta l’assenza di un presidio  fisso a guardia delle  zone più isolate e la mancanza di rispetto dei turisti:  “Ieri erano qui quelli del Soccorso Alpino che avevano iniziato a lavorare al ripristino di alcuni fontanili per le pecore a valle, ma oggi – racconta Coccia – non si è visto nessuno, a parte gruppi di turisti che salgono, nonostante le strade siano interrotte e vengono a farsi i selfie in mezzo alle macerie delle case. Ho litigato con alcuni di loro, ma non ho certo io l’autorità per fermarli. Serve che qualcuno ci aiuti a ci mandi un servizio di guardia”.

L’agricoltore continua: “Noi siamo in pochi e quando cala la notte non possiamo organizzare dei turno di guardia e tenere sotto controllo le macerie. C’è bisogno di pensare alla sicurezza perché nonostante siamo parzialmente isolati, c’è sempre un via vai di persone”. Al caldo nei container i pochi – circa una dozzina – abitanti di Castelluccio di Norcia che hanno scelto di restare si sentono un po’ soli con l’arrivo della notte i pochi.

LA TERRA TREMA ANCORA

Intanto lo sciame sismico non dà tregua e nella notte l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha rilevato oltre 70 scosse di magnitudo tra 3.00 e 3.24. Quest’ultima registrata alle 00,24 a Preci, vicino Perugia e Castelsantangelo sul Nera, vicino a Macerata. All’1,17 della notte un nuovo evento con magnitudo 3.2. Ancora, alle 2,32 c’è stata un’altra scossa di magnitudo sempre di 3.2 registrata in provincia di Macerata con epicentro a quattro chilometri da Fiordimonte e a 5 da Pieve Torina. Altre scosse di magnitudo pari o superiore a tre sono state registrate a Rieti (3.1 alle 3.08 del mattino) e in provincia di Macerata alle 5,29 e 7,13 nel Perugino, con magnitudo 3.0.

Ecco cos’è la magnitudo di un sisma

GLI ESPERTI: SCIAME SISMICO DURERA’ ANNI

Lo sciame sismico legato alle scosse del 24 e 30 ottobre continuerà per mesi in modo intenso e per anni in modo più blando. Non sono escluse repliche anche forti, di magnitudo superiore a 5: lo spiega all’AGI Alessandro Amato, sismologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che sottolinea: “Gli aftershock si susseguono al ritmo di centinaia al giorno e dureranno diverse settimane, con una progressiva diminuzione della magnitudo. Ci attendiamo un progressivo calo delle scosse, che però probabilmente si susseguiranno per anni, come successo in Irpinia”. Improbabile, spiega Amato, che si ripeta un’altra scossa da 6.5, come quella del 30 agosto, ma “nell’ambito di un lento calo della potenza ci aspettiamo nuovi picchi, come quello di stanotte e anche oltre, che scemeranno anch’essi con il passare delle settimane e dei mesi”.

Tutti i numeri del sisma

DEFORMATI 1600 METRIQUADRI DI SUOLO

La montagna ferita da gigantesche crepe, o più precisamente “scarpate di faglia“, dove il terreno smotta e crea per l’appunto una scarpata di diverse decine di centimetri, E’ uno degli effetti del terremoto del 30 ottobre, osservato dagli esperti dell’Ingv.che solcano l’appennino tra Arquata del Tronto e Ussita. E’ uno degli effetti del terremoto del 30 ottobre, osservato dagli esperti dell’Ingv. Secondo cui l’area deformata dalle scosse di terremoto del 30 ottobre in Centro Italia è superiore ai mille chilometri quadrati, un’area enorme desunta dalla lunghezza della faglia, di oltre 50 chilometri, e dalla sua profondità di 10-15 chilometri. Lo spiega all’Agi Antonio Piersanti, sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). “All’interno di questa grande area – sottolinea l’esperto – c’è la zona di massima deformazione, pari a 130 chilometri quadrati, intorno all’epicentro. E’ lì che il terreno si è abbassato fino a 70 centimetri.

 

 

 

 

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