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È sempre legittimo il sovrapprezzo per cambiare il posto sull'aereo? Un'indagine 

L’autorità nazionale britannica per l’aviazione civile (Civil Aviation Authority – Caa) ha annunciato di aver messo sotto la lente d’ingrandimento le politiche per l’assegnazione dei posti a sedere delle compagnie aeree, sospettate di separare i gruppi di viaggiatori per costringerli a pagare il cambio del posto anche quando non necessario. La Caa ha chiesto a più di 4 mila passeggeri di riportare le loro esperienze, e il 18 per cento ha risposto di essere stato separato dai propri compagni di viaggio. Ma la quantità di scontenti sale al 22 per cento per chi ha viaggiato con Emirates e al 35 per cento – quasi il doppio della media – con Ryanair.

“Le pratiche relative ai posti a sedere sugli aerei stanno chiaramente causando una certa confusione nei consumatori – Ha dichiarato Andrew Haines, amministratore delegato della CAA – Le compagnie aeree hanno il diritto di addebitare i posti assegnati, ma questo deve avvenire in modo equo e trasparente”. Il sospetto dell’autorità è che molti consumatori siano costretti a pagare un prezzo maggiorato anche quando non necessario. Al termine dell’indagine, per la quale la Caa sta raccogliendo ancora le testimonianze dei passeggeri attraverso il proprio sito web, l’autorità intende promuovere un regolamento mirato a obbligare le compagnie aeree a pubblicare le proprie politiche in materia, in modo trasparente e dando la possibilità al passeggero di conoscere le scelte commerciali delle stesse.

Ryanair ha negato categoricamente le accuse ma, secondo quanto riportato dall’Independent, da maggio in poi molte coppie e gruppi di viaggiatori del Regno Unito non disponibili a pagare un sovrapprezzo avrebbero dichiarato di essere state sedute in posti distanti dell’aereo anche quando c’era molta disponibilità di posti. Ryanair ha replicato che i posti a sedere sono affidati a un sorteggio e nega di aver sviluppato un algoritmo che tiene i passeggeri lontani. Semplicemente, i posti migliori verrebbero tenuti da parte e assegnati a chi è disposto a pagare. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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