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Senato: resa dei conti nel Pd. Boschi, "riforme passeranno"

(AGI) – Roma, 8 set. – “La Gazzetta Ufficiale e’ piena di leggi di questo governo che” secondo le previsioni “non sarebbero dovute passare”. Lo ha detto il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, a Otto e Mezzo su La7 a proposito della discussione all’interno del PD sulle Riforme. “Abbiamo dimostrato in 18 mesi di lavoro che la maggioranza e’ compatta e che il governo ha i numeri per governare”, ha aggiunto. Boschi ha poi ricordato che con Renzi segretario sono state fatte 24 riunioni della direzione e che con Bersani furono solo 9. Se non passa la Riforma del Senato Renzi si dimette? “La riforma passa quindi il problema non esiste”, ha risposto Boschi. “Non mi preoccupa il voto dei 2/3, per noi e’ piu’ importante il voto dei cittadini”. Sul fisco, il ministro ha spiegato che fino ad oggi “abbiamo dimostrato che la riduzione delle tasse la facciamo davvero, a partire dagli 80 euro in busta paga”. Le coperture per il taglio della tassa sulla prima casa si riversano in parte anche dalle riforme che il governo sta portando a termine e che l’Europa ha apprezzato, ha detto Boschi. “Anche sulle unioni civili dobbiamo cercare un accordo ampio, nella maggioranza e con le opposizioni. Il Pd portera’ avanti l’impegno con chi vorra’ starci. Abbiamo visto che in commissione ci sono i numeri per andare avanti” ha poi affermato. Oggi era arrivato un nuovo altola’ di Pier Luigi Bersani sul terreno delle riforme. L’ex segretario Pd, dai microfoni di Radio anch’io, premette “non pretendo di dettare il compito” ma torna a dire che sulle riforme “c’e’ il libero convincimento di senatori che, davanti a temi costituzionali, non possono essere richiamati a una generica disciplina di partito”. “Nessun partito nella storia di Italia – scandisce Bersani – ha mai richiamato alla disciplina davanti alla Costituzione”. Bersani chiede dunque “una soluzione condivisa rispetto alla quale tutto il Pd prende il suo impegno” e avverte che “non c’e’ necessita’ di fare prove di forza, da nessun lato”. Sul nodo dell’elettivita’ dei senatori, in sostanza, spiega ancora, “qui non c’e’ Bersani ma il libero convincimento di un numero di senatori con i quali – ammonisce – bisogna discutere e trovare una soluzione. Non mi risultato tentativi di mediazione, ho visto ricostruzioni prive di sostanza”. Lorenzo Guerini, vicesegretario Pd, replica: “Abbiamo detto che discuteremo fino all’ultimo, con il principio inderogabile che non si puo’ tornare al punto di partenza. Qualsiasi intervento che si possa immaginare, si prosegue e non si torna al punto zero”. Quanto alla possibilita’ che venga modificato l’articolo 2 del ddl Boschi e che si possa introdurre il Senato elettivo, Guerini non risponde. Intanto, al ritorno dalla pausa estiva, si riuniscono i senatori della minoranza Pd. Uno scambio di opinioni, a quanto si apprende, per ribadire che le posizioni espresse in queste ultime settimane restano. Non un puntiglio, ma la necessita’ di trovare, con il Senato elettivo, una forma di equilibrio alle modifiche della Costituzione. Restano, dunque, i 17 emendamenti presentati. Tre sono quelli che si riferiscono al nodo dell’articolo 2, fra cui anche la proposta di diminuire da 630 a 500 i deputati. Nessuna spaccatura, dunque, ne’ diversificazione di posizioni. Ne’, stando alle stesse fonti, sarebbe in corso alcuna trattativa con la maggioranza del partito. (AGI) .
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