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Sergio Mattarella al Quirinale XII Presidente della Repubblica

(AGI) – Roma, 31 gen. – Sergio Mattarella e’ il 12esimo Presidente della Repubblica italiana. Il Parlamento ha votato in maniera massiccia per il candidato del Pd, che – quando si sta concludendo lo spoglio – otterra’ piu’ voti di quanti erano previsti e ben piu’ di quanti erano necessari (505), segno che in Forza Italia e negli altri partiti che hanno dichiarato di non votarlo ci sono stati numerosi dissidenti. La quarta votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica e’ iniziata alla Camera dei Deputati alle 9.30 con il quorum necessario fissato a 505, la maggioranza assoluta dei partecipanti al voto. L’indicazione di voto per Sergio Mattarella e’ arrivata stamane via sms a tutti i senatori del Pd. Stamane Ncd ha deciso di appoggiare la candidatura di Mattarella, ‘blindando’ di fatto la sua elezione. “Abbiamo fatto prevalere il valore della persona sull’errore di metodo”. Cosi’ il leader dell’Ncd e ministro dell’Interno Angelino Alfano.

La storia di Sergio Mattarella in otto foto

“Abbiamo sempre detto di si’ a Sergio Mattarella e no al metodo”, ha ribadito, dopo aver premesso: “sono convinto che ce la fara’ subito ed e’ bene cosi'”. Sugli strascichi polemici legati alla decisione di Matteo Renzi di fare una scelta unilaterale, Alfano ha anche detto: “ieri il comunicato del segretario del Pd ha diradato qualche nube”. Poi ha aggiunto ancora: “a me di quell’appello interessava una sola frase: ‘non e’ questione che riguarda il solo partito democratico’”. Sulla carta a Mattarella sono andati i voti della quasi totalita’ di Area Popolare che stamattina ha votato per alzata di mano un documento sul punto registrando un solo voto contrario e quattro astenuti.

Ritratto di un presidente, uomo schivo e star del web

A Mattarella sono andati i voti della quasi totalita’ di Area Popolare che stamattina ha votato per alzata di mano un documento sul punto registrando un solo voto contrario e quattro astenuti. Anche i senatori del gruppo Misto, Alessandra Bencini, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella, Monica Casaletto, Cristina De Pietro e Luis Alberto Orellana hanno annunciato il loro voto per Mattarella “nonostante il candidato ideale alla presidenza della Repubblica fosse per noi Stefano Rodota’, che abbiamo sostenuto con convinzione nelle prime tre votazioni”.

Quirinale: cosa accade dopo l’elezione

Un protocollo che esiste dagli albori della Repubblica, e si ripete ad ogni elezione. Sara’ cosi’ anche oggi, se la quarta votazione produrra’ il nome del prossimo presidente della Repubblica. Una volta raggiunto il quorum (oggi 505 voti) in Aula scatta l’applauso, lo spoglio si interrompe per far esaurire il battimani, quindi riprende fino ad esaurimento dell’ultima scheda. Vengono letti ufficialmente i risultati e a questo punto il presidente della Camera, che presiede la seduta congiunta a fianco del presidente del Senato, annuncia: “con il presidente del Senato mi reco immediatamente a comunicare al neoeletto Presidente della Repubblica l’esito della votazione”. Pochi minuti per redigere il processo verbale (che deve essere letto ufficialmente al nuovo presidente), approvarlo e quindi il novello Capo dello Stato viene a sapere formalmente che cambiera’ lavoro. Questa breve cerimonia si svolge presso il domicilio dove si trova l’eletto. In altre parole: la casa o il suo luogo di lavoro.

Ad esempio, nel caso della prima elezione di Giorgio Napolitano avvenne tutto a Palazzo Giustiniani, dove Napolitano aveva il suo studio di senatore a vita. Oscar Luigi Scalfaro si trovava invece in una saetta della Camera dei Deputati, perche’ ne era il presidente ma aveva ceduto lo scranno al suo vice, Rodota’, in quanto candidato. Carlo Azeglio Ciampi da parte sua era nella propria abitazione del Quartiere Trieste, a Roma nord. La prassi vuole che nel breve intervallo tra l’elezione e l’insediamento (se dovesse avvenire la prima oggi, il secondo e’ previsto per martedi’) il Capo dello Stato inizi i suoi primi incontri a casa, per mettere a punto la squadra dei collaboratori che lo accompagnera’ per i sette anni successivi. Il giuramento ha luogo alla Camera, con il Parlamento riunito in seduta comune. Pronunciata la formula di rito, il Presidente della Repubblica entra nel pieno delle sue funzioni. Prende la parola di fronte a deputati e senatori per il discorso di insediamento, quindi si reca ufficialmente al Quirinale, a bordo della Lancia Flaminia del 1964 che costituisce, dai tempi di Saragat, la vettura ufficiale del Capo dello Stato.

Lungo il tratto di strada viene scortato dai corazzieri a cavallo (anche se nel caso dell’ultimo insediamento di Napolitano il cerimoniale e’ stato fortemente sforbiciato per non dare l’impressione di un eccesso di pompa in un periodo di crisi). Qui inizia il lavoro vero e proprio. Una delle prima decisioni da prendere e’ di carattere logistico. In altre parole: dove il Presidente fissera’ la propria dimora. Il Quirinale ha il suo appartamento presidenziale, ma non sempre e’ stato utilizzato. Oscar Luigi Scalfaro, ad esempio, tutte le sere rientrava nella sua casa al Quartiere Aurelio, previa passeggiata di salute di circa 20 minuti fino a Campo dei Fiori. Anche Pertini, che abitava di fronte alla Fontana di Trevi, la sera scendeva a piedi per i trecento metri di via della Dataria. Ciampi e Napolitano invece scelsero la Casa degli Italiani. Ma, almeno nel secondo caso, con un’opzione a sorpresa: non nell’appartamento del Presidente, ritenuto dalla Signora Clio troppo freddo e formale, ma in un secondo appartamentino che affacciava su via della Dataria. Con vista sul cuore pulsante di Roma. .

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