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Sesso e potere: i leader travolti dagli scandali

Ruby RubacuoriL’ultimo a rischiare per un video hot è Erdogan. Ma le liaison che diventano politica sono molte. Dal Cav a Strauss-Kahn.

di Barbara Ciolli –
Giulio Cesare fu sedotto da Cleopatra, che stregò poi anche il suo braccio destro Marco Antonio. Semiramide, leggendaria regina dei Babilonesi, assetata di uomini si dice fosse arrivata ad abusare del figlio, tant’è che Dante la piazzò a capo delle lussuriose. Di Napoleone, il grande condottiero, è nota la sfilza di giovani e avvenenti amanti, ricambiate poi con regali e favori, e con almeno due figli illegittimi.
Senza correre tanto indietro, che dire dei fratelli John e Bob Kennedy, la dinastia democrat degli Usa funestata, oltre che dai complotti politici, dall’amore compulsivo per le belle donne?

DA CLINTON A BERLUSCONI. Né Bill Clinton, insediatosi alla Casa Bianca, fu da meno, colto in fallo per un’imbarazzante liaison di sesso orale con una stagista che voleva fare carriera. Gli ultimi della lista sono Silvio Berlusconi, il presidente francese François Hollande e, si vocifera, l’ultra-moralista premier turco Recep Tayyip Erdogan.
Ma la storia e la psicologia dell’uomo ci garantiscono che i potenti del mondo non finiranno mai di essere risucchiati dal vortice deleterio della ricerca di possesso e piacere.

IL PIACERE NON HA PARTITI. Tra loro c’è chi mantiene il senso della misura, e magari è decaduto dal potere per molto poco. Altri, in pochi, restano a galla per trasgressioni maggiori, secondo l’equazione dei grandi vizi e delle grandi virtù. I più franano travolti dagli eccessi che li hanno portati all’apice, salvo poi portarli a fondo.
Sesso e potere sono un nettare che alimenta il senso d’onnipotenza, un binomio costante degli affaire di Palazzo. Destra e sinistra non c’entrano, lo si è visto con il super banchiere socialista Dominique Strauss-Kahn, spazzato via dalla sua corsa all’Eliseo proprio per una voracità di donne simile quella del Cavaliere. Ma fino a che punto si può essere sregolati, restando affidabili per il Paese?

Il bunga bunga di Berlusconi con Ruby

La domanda è moralista, ma è inutile anche nascondersi dietro un dito. Uno degli slogan del ’68 fu proprio «il privato è pubblico», per condannare i vizi privati e le pubbliche virtù.
Contraddittorio, dunque, parlare di «diritto alla privacy», quando poi alcuni di quegli stessi ex sessantottini vengono coinvolti in pesanti scandali di pecunia e lussuria, come nella vicenda del processo a Strauss-Kahn per il rapporto sessuale avuto con una cameriera al Sofitel di Times Square a New York.
Certo è che, posto che anche i grandi uomini hanno grandi debolezze, ci sono contesti e contesti.

BUNGA BUNGA NEL MONDO. Berlusconi esportò nel mondo il brand bunga bunga quando era presidente del Consiglio italiano e la sua frequentazione con Karima el Mahroug (alias Ruby Rubacuori), allora minorenne, è diventata materia per infiniti articoli e saggi, a metà tra il dileggio e l’antropologico, sull’Italia e le sue debolezze. Poi sono arrivate le inchieste sui festini di Arcore, finché il Cavaliere, costretto alle dimissioni per l’insostenibilità dei conti pubblici, è finito indagato per concussione e prostituzione minorile.
Nel giugno scorso, Berlusconi è stato condannato in primo grado a 7 anni: «È provato che l’imputato abbia compiuto atti sessuali con “Ruby” in cambio di ingenti somme di denaro».
Spetterà al processo in appello confermare o meno se la ragazza marocchina fosse inserita nel «collaudato sistema prostitutivo di Arcore».

Il sesso al Sofitel brucia l’ascesa politica di Strauss-Kahn

Nel caso dell’ex direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), invece, è certo che la cameriera del Sofitel con la quale nel 2011 Strauss-Kahn ebbe almeno un rapporto orale era maggiorenne.

DSK, ACCUSA DI SODOMIA. Al dibattimento, le dichiarazioni contraddittorie della 32enne hanno fatto archiviare l’accusa di tentata sodomia e violenza sessuale. Poteva essere tutta una montatura, d’altra parte la mancanza di controllo dell’economista in fatto di donne era sulla bocca di tutti. Per quanto gli impulsi sessuali, pare piuttosto rapaci, di Dsk restino un punto interrogativo, allo stato attuale delle indagini il comportamento di Berlusconi resta più grave dell’ex banchiere più potente del mondo.
Ma, nella pur libertina Francia, le attenuanti non hanno impedito che fosse polverizzata la sua ascesa nel Partito socialista.

Da Sarkozy a Hollande: il valzer di première dame di Francia

I guai con le donne avrebbero poi colpito l’insospettabile Hollande, il candidato all’apparenza morigerato che avrebbe poi preso il posto di Strauss-Kahn nella corsa all’Eliseo.
Oltralpe, nessuno si è sognato di paragonare l’insospettabile presidente fedifrago al traditore seriale, pizzicato in una squallida storia di sesso negli Usa. Ma, per quanto a parole i più si siano schierati in difesa della vita privata di Hollande, i gossip sul tradimento della compagna Valérie Trierweiler con l’attrice 42enne Julie Gayet non hanno giovato ai suoi consensi: proprio come le pene d’amore non giovarono, nel 2007, al predecessore Nicolas Sarkozy, in balia dei tradimenti e della fuga dell’ex moglie Cécilia Attias.

TUTTE LE DONNE DELL’ELISEO. Visto l’aplomb glaciale, difficilmente si può addebitare al gaudente Hollande di perdere la tramontana per le donne: eppure vederlo sfrecciare in clandestinità dall’Eliseo su uno scooter verso l’alcova, in tempi di crisi economica, ha sollevato più di un dubbio sulla dedizione al lavoro e sulla capacità di concentrazione del presidente.
Il risultato delle impopolari e insufficienti politiche del governo francese si è visto con la disfatta socialista alle comunali di marzo 2014, con l’exploit dell’ultra-destra del Front National di Marine Le Pen, il sorpasso dei conservatori a Parigi e Marsiglia e un’astensione record al 38%.

Il tam tam sul video hard di Defne e Erdogan scuote le elezioni

Probabilmente al premier turco Erdogan, che punta a vincere le presidenziali di agosto, andrà meglio: nonostante gli scandali a catena e il suo disperato blocco di Internet, i sondaggi danno il suo partito islamico (Akp) ancora in testa per le amministrative del 30 marzo.
È questione di giorni. Ma se le indiscrezioni si rivelassero vere, non sarà certo un crimine una sua relazione a luci rosse con l’accattivante ex miss Turchia Defne Samyeli. Ma per il premier amico del Cavaliere, che negli ultimi anni ha fatto del velo e del divieto di effusioni in pubblico un suo manifesto, sarebbe molto arduo motivare la sua storia di fronte all’opinione pubblica.

LA ‘DEFNE’ DI ERDOGAN. Iscritta al partito e, pare, molto amica della moglie, la giovane donna sarebbe stata ripresa in un video hard con Erdogan, pronto per essere diffuso in Rete. Anche il ‘sultano di Ankara’ rovinato dall’amore per una bella donna?
O tempora, o mores. I secoli e i costumi passano ma la passione per le donne brucia e consuma come allora.

Martedì, 25 Marzo 2014

http://www.lettera43.it/politica/sesso-e-potere-i-leader-travolti-dagli-scandali_43675125398.htm

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