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Sesso e scuola pubblica

Articoli di Valerio Cattano “Bagnasco ordina al ministro: “Via quel libretto da scuola” e “Altro che sesso la Chiesa attacca la scuola pubblica”” (Fatto Quotidiano 26.3.14)

“”Allarme, la scuola italiana apre alla “dittatura di genere”. In altri termini alla normalizzazione dell’omosessualità. La “colpa” è di tre volumetti dal titolo Educare alla diversità a scuola destinati alle primarie e secondarie di secondo grado. Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, sulle pagine di Avvenire non usa mezzi termini: la scuola pubblica sta diventando un immenso campo di rieducazione perché quei libretti “instillano preconcetti contro la famiglia e la fede religiosa”. Un monito indirizzato forte e chiaro al governo Renzi e al ministro competente.
Di cosa si tratta? I volumi sono stati autorizzati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento per le Pari opportunità) all’epoca del governo Monti e dall’allora ministro del Lavoro con delega alle Pari opportunità, Elsa Fornero. Il governo di Enrico Letta ha dato seguito nell’ambito delle nuove strategie nazionali anti omofobia. A curare le pubblicazioni l’Unar, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. La realizzazione è dell’istituto Beck.
LE TEMATICHE si sviluppano in cinque schede che trattano le “linee-guida per un insegnamento più accogliente e rispettoso delle differenze” attraverso altrettanti capitoli: le componenti dell’identità sessuale; omofobia: definizione, origini e mantenimento; omofobia interiorizzata: definizione e conseguenze fisiche e psicologiche; bullismo omofobico: come riconoscerlo e intervenire; adolescenza e omosessualità. Si legge che non basta più “Essere gay friendly (amichevoli nei confronti di gay e lesbiche), ma è necessario essere gay informed (informati sulle tematiche gay e lesbiche). Lo scopo è avere un manuale contro il bullismo che si accanisce contro i “diversi” tanto che a pagina 18   c’è un vero e proprio manifesto scolastico contro il bullismo. “Bisogna che l’insegnante riveda la scheda sul bullismo. È importante, inoltre, che l’insegnante sia molto chiaro e deciso nello spiegare ai suoi studenti i seguenti punti: la scuola non tollera questo tipo di comportamenti. Il bullismo è sbagliato. Prendere in giro, minacciare, picchiare qualcuno, farlo sentire escluso, perché è grasso, perché è un “secchione”, perché è diverso da noi, perché pensiamo che sia omosessuale, è sbagliato. Ognuno ha diritto di essere com’è, ognuno ha qualcosa da insegnarci. Quanto più qualcuno è diverso da noi, tanto più ha da insegnarci. Essere bulli non è “figo”, è stupido”.
C’È POI UNO SPAZIO con le domande frequenti (faq) dove si risponde in modo schematico ai quesiti sulla sessualità. “I rapporti sessuali omosessuali sono naturali? Sì. Il sesso tra le persone dello stesso sesso è presente in tutta la storia dell’umanità, sin dall’antica Grecia. Inoltre, molti eterosessuali possono avere sporadiche fantasie omosessuali, così come molti omosessuali possono avere sporadiche fantasie eterosessuali. Un pregiudizio diffuso nei paesi di natura fortemente religiosa è che il sesso vada fatto solo per avere bambini. Di conseguenza tutte le altre forme di sesso, non finalizzate alla procreazione, sono da ritenersi sbagliate. Un altro pregiudizio è che con l’omosessualità si estinguerebbe la società. In realtà, come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la sessualità è un’espressione fondamentale dell’essere umano. L’unica cosa che conta è il rispetto reciproco dei partner. Quindi potremmo ribaltare la domanda chiedendoci: “i rapporti sessuali eterosessuali sono naturali?”. Qui si arriva al terreno di scontro con la Cei, perché sono questi e altri passaggi che hanno fatto fare un salto sulla sedia al cardinale Bagnasco ; ad esempio quelli che riguardano la televisione e i media “che discriminano le famiglie omosessuali”, invitando i docenti a chiedere agli alunni come mai “in Italia non ritraggono diverse strutture familiari”. Passaggio “delicato”, il tentativo di far immaginare “sentimenti ed emozioni che possono provare persone gay o lesbiche”; e la masturbazione fra ragazzi è presentata “come un gioco”. Bagnasco ha sparato a zero: “Strategia persecutoria contro la famiglia”. Ancora: “Viene da chiederci con amarezza se si vuol fare della scuola dei ‘campi di rieducazione’, di indottrinamento. Ma i genitori hanno ancora il diritto di educare i propri figli oppure sono stati esautorati?”. E conclude: “I genitori non si facciano intimidire…non c’è autorità che tenga”.

Leggi il secondo articolo:

Non vorrei che si sia creato un asse con il governo Renzi, in modo particolare con il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, con l’intento di andare verso il ridimensionamento della scuola pubblica per favorre gli istituti paritari. È una vecchia questione…”. Così Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil, commenta l’allarme lanciato dal cardinale Bagnasco. Allora il sindacato non vuole una scuola anti religiosa? “Per nulla. Al contrario, noi siamo per una scuola che non sia “anti”, ma in grado di abbattere i muri dei pregiudizi, che difenda i valori della Costituzione”. Pantaleo conclude “Se per educazione si intende creare degli individui che si piegano alle religioni in modo acritico, che crescano senza la capacità di analizzare, di ragionare con la propria testa, allora forse abbiamo trovato un punto di disaccordo con il cardinale Bagnasco”.
Intanto contro “l’introduzione a scuola dell’ideologia del gender” l’Associazione italiana genitori (Age) propone una “giornata di ritiro dalla scuola”: rispettando il calendario di assenze programmate, i ragazzi non vanno a scuola un giorno al mese. “Iniziativa – sostiene il presidente Fabrizio Azzolini – che potremmo rilanciare come è accaduto in Francia dove il governo è stato costretto a tornare sui propri passi. Un gesto forte che, inoltre, farebbe capire che sono i genitori i primi responsabili dell’educazione dei loro figli”.
Agitazione pure all’interno del governo. Già qualche giorno fa il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi aveva dichiarato: “Il governo deve decidersi a intervenire chiarendo una volta per tutte ruolo e funzioni dell’Unar”, l’Ufficio Nazionale antidiscriminazioni razziali che “da tempo sembra aver spostato il raggio d’azione verso la teoria di genere e l’orientamento sessuale”. “Posto che la lotta alla discriminazione, di qualsiasi tipo, è sacrosanta – aggiunge – non credo possa però essere confusa con iniziative che con essa hanno poco o nulla a che vedere e che, invece, mi pare siano un tentativo di indottrinamento rispetto all’ideologia del gender e alle nuove forme di famiglia”.

Fonte

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