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Sesso nei bagni pubblici, patteggiamento per otto

Pene da un minimo di due mesi a un massimo di sei per atti osceni in luogo pubblico. In due hanno pagato una maximulta.

di Pier Paolo Garofalo –

TRIESTE Hanno preferito patteggiare, per potere usufruire di una riduzione della pena e, verosimilmente, soprattutto per evitare d’incorrere in un processo a porte aperte, che li avrebbe esposti all’attenzione di media, pubblico e opinione pubblica.

Sono otto uomini tra quelli, ben 51, accusati di atti osceni in luogo pubblico, e altri relativi alla vicenda degli incontri tra omosessuali e tra esibizionisti che sono avvenuti per mesi nei bagni del Giardino pubblico De Tommasini di via Giulia e, particolare aggravante che ha impedito la completa depenalizzazione del reato, all’ingresso della palazzina stessa. Tale circostanza, che aveva innescato il caso, avendo fatto scattare una segnalazione da parte di una mamma, fruitrice dell’area verde, ha determinato infatti la possibilità che le pratiche sessuali o comunque contrarie alla decenza potessero avvenire davanti agli occhi di bambini o comunque di minorenni.

Gli investigatori della Polizia locale, che paradossalmente hanno un piccolo ufficio proprio sopra il sito “proibito”, attraverso telecamere nascoste che “coprivano” la zona interessata, avevano accertato casi di rapporti orali omosessuali, gesti di autoerotismo e altri, non necessariamente riferiti a pratiche gay. In totale erano finite sotto indagine 51 persone, tra le quali alcuni dipendenti pubblici e perfino un sacerdote. La loro età variava dai 20 ai 74 anni; alcuni erano anche sposati. La vicinanza della sede della Municipale avrebbe reso, per alcuni degli imputati, gli incontri ancora più “eccitanti”.

L’altro ieri gli otto accusati del reato 527 del Codice penale (comma 2),le cui vicende giudiziarie erano state seguite dal pm Maddalena Chergia, davanti al presidente della Sezione Gip Guido Patriarchi hanno così patteggiato.

Beneficiando delle riduzioni previste dalla legge, si tratta di pene da un massimo di 6 mesi e 20 giorni di reclusione a un minimo di due mesi. Tra gli otto, cinque triestini, un monfalconese, un italiano nato a Palmanova e abitante a Trieste, che ha ricevuto la condanna più pesante e l’unico a non avere usufruito della sospensione condizionale della pena, per averne già beneficiato due volte. È quello incolpato del maggior numero di episodi.

Infine un cittadino rumeno, domiciliato alla Caritas di Trieste, che ha avuto la condanna più lieve, relativa a un unico atto osceno.

In due casi gli imputati hanno optato per la possibilità di commutare in multe le condanne alla reclusione. Multe pesanti: così 3 mesi sono “valsi” 22.500 euro; 3 mesi e 17 giorni di cella sono stati “parificati” a 26.750 euro.

In ambienti giudiziari si sottolinea la soddisfazione per il valore rassicurante, nei confronti di tutti i frequentatori del “De Tommasini”, delle varie fasi dell’iter giudiziario che coinvolge un così alto numero di persone.

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2016/06/25/news/sesso-nei-bagni-pubblici-patteggiamento-per-otto-1.13720976

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