TwitterFacebookGoogle+

Sessuofobia: pillola dei 5 giorni dopo

Da Corriere online, redazione salute 30.1.15

“”La decisione dopo il pronunciamento della Commissione europea
La necessità di una decisione viene dopo che la Commissione europea, successivamente all’Agenzia europea dei farmaci (Ema), si è pronunciata favorevolmente alla vendita di questo contraccettivo di emergenza senza il bisogno di ricetta medica. Ora tutti i paesi europei devono recepire o meno l’indicazione. Quindi l’Aifa può anche decidere, nonostante la pronuncia diversa dell’Ema, di mantenere l’obbligo di ricetta, ma in questo caso dovrà motivare in sede europea la decisione.
Fra gli esperti del massimo organo consultivo del ministro della Salute sembra rimanga ferma l’intenzione di allineare il farmaco a base di ulipristal a tutti gli altri contraccettivi.
«Se è un contraccettivo deve avere la ricetta come gli altri»
L’Italia ad oggi è l’unico Stato non solo d’Europa ma a livello mondiale a richiedere, oltre alla ricetta medica (per tutti) un test di gravidanza per poter acquistare il farmaco. E dopo il pronunciamento dell’Agenzia europea del farmaco, sembra che anche la Polonia e la Grecia potrebbero a breve eliminare l’obbligo di ricetta per il contraccettivo d’emergenza: sono i due Paesi che non avevano votato (come l’Italia) a favore del nuovo regime di dispensazione del medicinale in sede di esame da parte del Comitato tecnico dell’Ema a novembre.
«Sono già 11 i paesi europei che si sono espressi criticamente rispetto a questa opportunità», sostiene però il direttore dell’Aifa, Luca Pani, che spiega i motivi di dubbio che esistono in Italia rispetto all’eliminazione dell’obbligo di ricetta e riguardano la normativa sui contraccettivi in generale: per questi serve la prescrizione del medico ma l’accettazione della indicazione europea porterebbe a gestire la pillola dei 5 giorni dopo con un trattamento di favore rispetto agli altri.
Come funziona – La cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo è un contraccettivo d’emergenza usato per prevenire gravidanze indesiderate se assunto entro 120 ore (5 giorni) da un rapporto sessuale a rischio, e agisce prevenendo o ritardando l’ovulazione. Il farmaco è più efficace se assunto entro le 24 ore. Dunque, ha rilevato l’Ema, «rimuovere il bisogno di ottenere la prescrizione dal medico dovrebbe velocizzare l’accesso delle donne a tale medicinale e quindi aumentarne l’efficacia».
I diversi pareri – Una «brutta notizia per le donne italiane» se l’Agenzia italiana del farmaco «intende confermare l’obbligo della prescrizione medica per l’acquisto del contraccettivo d’emergenza», afferma la deputata Laura Garavini (Pd), che ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute nella quale rileva che «questo farmaco non è affatto abortivo perché agisce bloccando l’ovulazione e non interrompendo una gravidanza».
«Sono d’accordo sull’ipotesi di mantenere la ricetta per la pillola dei 5 giorni dopo in particolare per le minorenni – dice Paolo Scollo, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) – soprattutto per un discorso di controllo. Le ragazze devono parlare con un medico quando si trovano in una situazione simile e in quel momento si può fare anche un’efficace prevenzione».
Decisamente contrari all’ipotesi al vaglio Filippo Maria Boscia, presidente dei Medici cattolici italiani: «Definire la pillola dei 5 giorni dopo un contraccettivo è una bugia. Usarla equivale ad abortire», dichiara.””

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.