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Shock Brexit sui mercati, Borse a picco

Roma – La vittoria dei ‘Leave’ in Gran Bretagna alza un’ondata di panico sui mercati finanziari, che ieri avevano pesantemente scommesso sul ‘Remain’. Il 52% dell’elettorato del Regno Unito si è schierato per uscire dall’Ue e subito, fin dalle prime ore della mattinata, la sterlina e’ iniziata a tracollare. La valuta britannica ha ceduto il 10% per poi risalire a 1,3752 dollari, toccando il minimo da 31 anni.

Anche la borsa di Tokyo ha perso poco meno dell’8%, la peggior seduta dall’incidente di Fukushima. Giù del 2,9% Hong Kong, mentre Shanghai ha contenuto le perdite a -1,3%. Dopo l’Asia, il venerdi’ nero ha contagiato le borse europee, che sono arretrate in apertura tra il 7% e il 9%, per poi ridurre leggermente le perdite. Piazza Affari è diventato il peggior listino europeo, arrivando a cedere l’11%, mentre Londra ha ridotto un po’ le perdite dopo l’annuncio delle dimissioni del premier David Cameron e dopo aver lasciato sul terreno il 5%, cede ora il 2,5%. Ha ridotto le perdite, seppur di poco, anche Francoforte che a poco meno di un’ora dalla fine della seduta, perde il 6% mentre Parigi il 7%. In forte rialzo lo spread che vola a quota 190 e poi si assesta a quota 154, nettamente sopra i 132 punti di ieri.

Va in negativo invece il rendimento dei bund tedeschi, a dimostrazione che gli investitori si concentrano sui beni rifugio, come l’oro, che vola al top da due anni, (il rialzo è del 4,2%) e come lo yen, in forte rialzo sopra quota 100 sul dollaro. Intanto il Giappone fa sapere che si consulterà rapidamente con gli altri paesi del G7 per mettere a punto una risposta comune sulla Brexit e le banche centrali annunciano di essere pronte a intervenire, dopo il referendum britannico, in stretto coordinamento tra loro per stabilizzare i mercati e per garantire liquidità in valuta estera. Lo assicura la Bce, che precisa di stare monitorando da vicino la situazione e di aver concordato dei piani di emergenza con le banche dell’area euro.

L’istituto di Francoforte assicura anche che il sistema bancario europeo è resiliente in termini di capitali e di liquidità. La Boe fa invece sapere di aver deciso di immettere 250 miliardi di sterline di liquidità straordinaria, mentre la Boj, la Banca del Giappone, si prepara anch’essa a “iniettare liquidità” per limitare l’impatto della Brexit sui mercati. Intanto dall’Italia il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan sostiene che, dopo la Brexit, “c’è il rischio di un effetto domino” e “c’è un sentimento diffuso che l’Europa debba essere profondamente riformata e, in caso contrario, è meglio uscire dal gioco, ma penso sia la risposta sbagliata”.

“Abbiamo bisogno – osserva Padoan – di più leadership, di una visione che vada oltre l’attuazione delle regole esistenti che sono buone ma che devono essere implementate in un modo che prenda in considerazione obiettivi come la crescita, la creazione di posti di lavoro e la solidarietà”. Stamane a Roma si è poi riunito al Mef il Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria, secondo il quale “l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea avrà effetti comunque limitati sull’economia reale italiana. La solidità dei fondamentali delle imprese tornerà presto a prevalere sulla volatilità dei mercati finanziari”.

La riunione è stata presieduta dal ministro Pier Carlo Padoan e vi hanno partecipato il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e il Presidente della Commissione nazionale per le società e la borsa Giuseppe Vegas. “I fondamentali del sistema bancario italiano – evidenzia il Comitato – restano solidi. In un contesto di volatilità generalizzata a livello globale, le autorità seguono con attenzione la situazione”. Inoltre “il mercato dei titoli di Stato e’ stabilizzato dai programmi della Banca centrale europea e dal percorso di aggiustamento delle finanze pubbliche perseguito dal Governo” e “nonostante le ampie escursioni dei prezzi, l’operatività dei mercati finanziari prosegue secondo le normali modalità”. (AGI)

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