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Sì al referendum antilegge Merlin Ma la maggioranza si spacca

Lega e Forza Italia si sono detti favorevoli all’indizione della consultazione referendaria, mentre il Nuovo Centrodestra si è detto fortemente contrario

Sì al referendum antilegge Merlin Ma la maggioranza si spacca Via libera, con spaccatura nella maggioranza, al referendum sull’abrogazione parziale della legge Merlin dalla commissione Affari istituzionali del Consiglio lombardo. La proposta, adesso, dovrebbe arrivare in aula al Pirellone già nella prima metà di aprile.

A favore si sono espressi Lega, Lista Maroni, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Partito Pensionati e M5S, mentre hanno votato contro Pd e Ncd. La risoluzione, presentata dalla maggioranza di centrodestra (tranne Ncd), contiene la proposta di un referendum per abrogare alcuni punti della legge e per consentire la regolamentazione della prostituzione nelle abitazioni private. Il documento è passato solo grazie all’appoggio del Movimento 5 Stelle.

La spaccatura tra Forza Italia e Ncd

Perché il referendum possa essere effettuato, comunque, è necessario il `si´ di 5 Consigli Regionali. Il relatore del testo, il capogruppo della Lega Nord Massimiliano Romeo, ha sottolineato che «lo scopo primario di questa iniziativa è di modificare una normativa superata e inadeguata ormai da troppi anni». Non si tratta «di legalizzare la prostituzione ma di regolamentare quello che avviene nella realtà, togliendo il fenomeno dalle strade e sottraendolo alla malavita». Soddisfatto anche Alessandro Fermi (Forza Italia): «Mi auguro che anche altri quattro Consigli regionali sostengano questa nostra iniziativa. Davanti a questo referendum il popolo si esprimerà a favore». Da parte sua, il consigliere Ncd Stefano Carugo si è detto «contrario nel metodo e nel merito», visto che «la formula del referendum è inefficace e propagandistica e in questo modo raddoppieremo il problema, come dimostrato da analoghe esperienze in Europa». Nel campo del centrosinistra, Fabio Pizzul (Pd) ha riconosciuto che «serve una normativa che aggiorni quella legge, puntando a stroncare lo sfruttamento e la tratta delle donne», tuttavia «non è con il referendum che si può risolvere il problema». Il Movimento 5 Stelle, infine, ha spiegato tramite la consigliera Paola Macchi: «Votiamo a favore perché il Movimento sostiene le forme che danno la parola ai cittadini. Nostro interesse è la tutela delle persone e delle condizioni sanitarie, evitiamo però che le nuove strutture finiscano nelle mani della criminalità».

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