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Si allarga lo sciopero ad Amazon. Il venerdì nerissimo dei magazzinieri

Alla fine, contrariamente a quanto annunciato nei giorni scorsi, alla protesta dei lavoratori di Amazon di Piacenza si sono aggiunti anche i lavoratori occasionali. E così, nel giorno del Black Friday, l’appuntamento più caldo dell’anno per il colosso dell’e-commerce, anche i 2.000 magazzinieri con contratti di somministrazione incrociano le braccia da oggi fino a domani mattina, unendosi alla protesta dei 1.650 dipendenti del centro di Amazon Italia a Castel San Giovanni (Piacenza), che impiega in totale 4000 persone tra ‘fissi’ e ‘occasionali’. Sono i cosiddetti “Green Badge”, i lavoratori ‘a tempo’ chiamati come rinforzi nei periodi più intensi dell’anno: Natale e, appunto, il Black Friday.

Proteste anche in Germania

Ma i lavoratori dell’astronave di Piacenza – come viene soprannominato il centro – non sono soli. Anche in Germania il Black Friday è più nero che mai con i lavoratori che hanno incrociato le braccia in 6 siti:

  • Bad Hersfeld
  • Lipsia
  • Rheinberg
  • Werne
  • Creuser
  • Koblenz

“Questo è il giorno migliore per farci sentire e fare pressione su Amazon, che ci ignora da anni, mentre i problemi dei dipendenti, compresa la salute, sono continui, qui come nel resto del mondo”, ha dichiarato un portavoce di Verdi, il principale sindacato dei servizi tedesco.

Il sindacato – spiega il Sole24Ore – che sostiene di raggiungere un tasso di affiliazione di circa il 35% in Amazon Germania, chiede l’attuazione di un primo accordo collettivo con il colosso americano, incentrato sulla salute dei propri dipendenti.

In Italia lo sciopero è stato proclamato dalle sigle Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs insieme alle categorie dei somministrati Felsa Cisl, Nidil Cgil Uiltemp. “Purtroppo per Amazon non solo il lavoro è una merce, ma anche il lavoratore lo è, ed è una merce deperibile: fintanto che tu lavoratore sei funzionale ai ritmi dell’azienda sei Ok. Se ti “rompi”, svanisce l’incantesimo”, sostengono i sindacati.

Per cosa si sciopera

Sul tavolo dei sindacalisti ci sono due dossier: la prima riguarda i contratti dei 1650 lavoratori a tempo indeterminato ai quali si applica il contratto nazionale del Commercio. I magazzinieri di Amazon Italia sono impegnati su tre turni di lavoro (6-14, 14.30-22.30, 23-6), e guadagnano tra i 1.100 e i 1.200 euro netti al mese per 14 mensilità. Il problema, paradossalmente, nasce dal contratto collettivo nazionale di lavoro del settore terziario e del commercio con cui sono inquadrati i dipendenti. “Amazon non riguarda il comparto logistico, ma quello del terziario e la paga prevista dal CCNL è di circa 1200/1250 euro al mese, ma noi chiediamo l’applicazione di un contratto di secondo livello che preveda condizioni economiche più equilibrate e che però l’azienda si rifiuta di applicare perché per legge è tenuta ad applicare solo quello nazionale”, spiega a La Stampa Pino Di Rosa, rappresentante territoriale di UGL TERZIARIO.

Le immagini dello sciopero nel polo logistico piacentino di #Amazon, indetto per il #BlackFriday dai dipendenti per chiedere migliori condizioni salariali. Ma le consegne non si sono fermate anche grazie ai quasi 2000 contratti interinali che non hanno scioperato (foto LaPresse) pic.twitter.com/jEbq6iBJBJ

— Rainews (@RaiNews) 24 novembre 2017

E poi c’è la questione dei cosiddetti somministrati per i quali le sigle Felsa Cisl, NIdiL Cgil e Uiltemp chiedono di ”aprire un percorso per dare stabilità e continuità all’occupazione e condizioni di lavoro decenti in Amazon”.  

Turni disumani?

 E poi ci sono le difficili condizioni di lavoro: “Dentro Amazon si resiste in media 3 anni – racconta Francesca Benedetti rappresentante territoriale FISASCAT CISL – Esistono delle eccezioni, io ho almeno tre delegati sindacali che lavorano da 5 anni in Amazon ma con dei sacrifici fisici enormi”. Di frequente, poi, i dipendenti lamentano polsi infiammati, attacchi di panico, turni di notte per un mese di seguito senza quasi stop. Le fa eco Di Rosa: “In Amazon non c’è un minuto in cui si sta fermi. E durante le feste, i saldi o il Natale questi ritmi aumentano: c’è una richiesta enorme di produttività da parte di Amazon ai suoi dipendenti a cui però non corrisponde una contropartita in termini di premi, bonus o condizioni sostenibili per quanto riguarda i turni”. E non si tratta di un’anomalia italiana: anche in Germania “Amazon sta giocando con la salute. La pressione per fare di più in un minimo tempo, le valutazioni delle prestazioni e il monitoraggio sono già una realtà mentre i tempi di recupero concessi sono insufficienti”, denuncia il sindacato Verdi in un comunicato.

Lo sciopero non ferma il black friday di Amazon: al lavoro gli interinali https://t.co/Da2K0PvboT pic.twitter.com/WoRgPGvhyN

— IlSole24ORE (@sole24ore) 24 novembre 2017

Amazon: “Salari più alti del settore”

Per Amazon, i salari dei suoi dipendenti “sono i più alti del settore della logistica e sono inclusi benefit come gli sconti per gli acquisti su Amazon.it, l’assicurazione sanitaria privata e assistenza medica privata”. E ancora: “In Italia così come avviene negli altri Paesi in Europa in cui siamo presenti, manteniamo relazioni con le rappresentanze dei lavoratori e le organizzazioni sindacali; allo stesso tempo portiamo avanti la nostra politica di porte aperte che incoraggia i dipendenti a trasferire commenti, domande e preoccupazioni direttamente al proprio management team. Crediamo fermamente che questo rapporto diretto sia il modo più efficace per capire e rispondere alle esigenze del nostro personale”.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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