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Si chiama Gunbook il social per chi ama le armi (e non vuole essere censurato da Facebook)

Un social network fatto da chi ama le armi per chi ama le armi. Si chiama Gunbook, è nato tre settimane fa, e ha già più di 1200 iscritti. L’idea è venuta a David Scott, 57 anni, cacciatore per passione e istruttore di armi ad aria compressa. Vive in Scozia, non lontano da Dunblane dove, nel 1996, un uomo fece irruzione in una scuola uccidendo 16 bambini tra i 5 e i 6 anni e il loro insegnante, prima di suicidarsi. Uno dei peggiori massacri della storia della Gran Bretagna. L’idea di Scott, però, non ha nulla a che vedere con tutto ciò. La sua intenzione è quella di costruire una community di persone che condividano la stessa passione. Una piattaforma indipendente, come ha raccontato BuzzFeed, nata dalla frustrazione di molti per le politiche restrittive di Facebook che, in seguito a segnalazioni relative a foto e commenti, continuava a sospendere e rimuovere i profili di chi voleva semplicemente discutere, dare consigli e raccontare le proprie esperienze. Nella piattaforma questo pericolo è scongiurato e c’è persino la possibilità di vendere armi ad aria compressa.

Com’è fatto GunBook

GunBook ha caratteristiche simili a Facebook. Ci sono i profili personali, le richieste di amicizia, la costituzione di gruppi tematici e pagine, la pubblicazione di status e album fotografici. La vera novità è il fatto che si è in presenza di una piattaforma “libera dalle restrizioni che altri social network impongono”. Secondo la CNN, però, l’homepage è una enorme galleria di persone che mostrano, con orgoglio, le loro armi ad aria compressa e le loro armi da fuoco. Inclusi fucili e pistole semi-automatiche. I post più commentati sono quelli che si lamentano di Facebook e della rete. Quasi tutti gli utenti, per la maggior parte si tratta di inglesi, sono grati a Scott per aver eretto quello spazio di libertà.

Il mercato delle armi

GunBook è gestito da due amministratori che controllano cosa succede all’interno dei gruppi e delle pagine. Il sito non ha intenzione di infrangere nessuna legge britannica riguardo alla vendita di armi. E promette di essere molto severo nei confronti di chi pubblica commenti razzisti o mostra simpatia verso gli autori delle sparatorie. Il gruppo Airgun Sales UK, ad esempio, è nato per permettere agli iscritti di vendere o comprare pistole o fucili ad aria compressa e ha anche suggerimenti per evitare le truffe. “Si prega di essere rispettosi degli altri” recita la descrizione di quasi tutti i gruppi. Krystal, la società tecnologica che ospita Gunbook, ha affermato che il sito web è “usato per aiutare a coordinare la vendita di fucili ad aria compressa (non armi da fuoco), che sono completamente legali secondo la legge britannica”.

Scott sottolinea che Gunbook non vuole diventare un luogo dove si inneggia alla violenza. “Tutti pensano ai peggiori fatti di cronaca ma nessuno si ricorda che il tiro al bersaglio è uno sport olimpico e accettato dal Commonwealth”. E ha un’opinione simile anche sull’uso delle armi ad aria compressa usate nel controllo dei parassiti in agricoltura: “È necessario che i contadini e i proprietari terrieri possano difendersi dalla possibilità di incorrere in enormi perdite finanziarie. Gli sparatutto, in questo ambito, sono usati con cura e assicurano l’amore per la campagna”.

Il controllo di ciò che avviene su GunBook

Un portavoce del UK Gun Control Network, interpellato da BuzzFeed, ha sottolineato che il sito è già stato segnalato dall’organizzazione e che “si spera possa essere monitorato, da molto vicino, dalla polizia”. Su questo tema l’assist arriva proprio dal fondatore di GunBook: “Non ho nessun problema ad essere monitorato dalle forze dell’ordine. Anche perché già viene fatto all’interno di Facebook”. Basterà? 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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