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Si chiamavano Esercito di Gesù ma stupravano le bambine: 18 miliziani a processo

Orrore nel Congo, questa volta colpa delle milizie cristiane: il loro capo era un deputato locale, cui è stata revocata l’immunità per la gravità delle accuse.

Diego Minuti 16 novembre 2017 –

In qualsiasi altra parte del mondo, i giornalisti avrebbero fatto a botte pur di entrare nell’ aula del tribunale militare. Ma non in questo posto dimenticato da Dio, da un Dio qualsiasi. Benvenuti a Kavumu, una macchiolina sulla carta geografica della Repubblica democratica del Congo. Un luogo che ha fatto dal palcoscenico al Male fatto persona, un luogo dove miliziani che dicevano di seguire la parola di Dio hanno violentato, nell’arco di anni, decine e decine di bambine ed anche bimbe di pochi mesi.

Diciotto uomini, tutti appartenenti ad una stessa milizia, l’Esercito di Gesù, sono sotto processo, in questa città del Sud Kivu, per rispondere di atti che, alla faccia di Cesare Beccaria e della patria del diritto, indurrebbero a sperare che per loro si aprano e si richiudano per sempre alle loro spalle le porte del più duro delle carceri al cui confronto Guantanamo sembri un luogo di villeggiatura in riva al mare ed Abu Ghraib un resort sulla Alpi svizzere.
Tra gli imputati, accusati di crimini contro l’umanità, c’è anche un politico locale, Frederic Batumike. Devono rispondere dello stupro di 46 donne in un processo al quale la popolazione e le Ong credono per “minare l’omertà e l’inerzia giudiziaria” nei confronti della violenza sessuale nella regione del Sud Kivu. Non solo parole perché, anche se gli imputati sono in galera, le ragazze hanno paura. Tanto che quelle che hanno accettato di testimoniare sulle violenze che hanno subito si sono presentate con il volto coperto con pezzi di stoffa dello stesso disegno degli abiti tradizionali che indossavano e che erano quasi per tutte eguali. E quando, coperte dalla testa ai piedi, sono entrate nell’aula, dopo avere attraversato a piedi la piazza su cui s’affaccia il tribunale, è stato come se passassero dei pupazzi, privati del loro volto e del loro coraggio a mostrarsi in pubblico.
Kavumu, tra il 2013 e il 2016, è stato teatro di violenze inaudite. Le ragazze, ma anche bimbe di un anno, sono state rapite e violentate. I rapitori facevano irruzione, di notte, nella case della la città sequestrando le bambine per poi portarle con sè e violentarle.

Frederic Batumike, pastore luterano, la cui immunità è stata revocata, è anche accusato di aver ucciso nel marzo 2016 il difensore dei diritti umani Evariste Kasali, ucciso a colpi di arma da fuoco.
A spiegare l’importanza del processo è Charles Cubaka Cicura, portavove del collegio degli avvocati di parte civile. Oltre perché ha mandato alla sbarra un politico coperto da immunità, il processo è importante ”a causa del numero di ragazze che sono state stuprate, della loro giovane età e per il modo di agire degli stupratori. Questi bambine aspettao un risarcimento. Doveva esserci un processo per fare giustizia, per scoraggiare chiunque voglia comportarsi in questo modo”.
Tra le cose di cui Batumike deve rispondere c’è anche il fatto di avere detto ai suoi seguaci di ”prendere il sangue dall’imene delle ragazze vergini per essere invulnerabili ai proiettili” e questo, in un certo senso, spiega il perchè dell’età delle rapite.

L’Esercito di Cristo si è scontrato diverse volte con l’esercio congolese, soprattutto per rifornirsi di armi. Le mozioni di difesa per tentare di invalidare il procedimento sulla base del fatto che il tribunale militare non avrebbe giurisdizione per processare i civili sono state respinte. La spiegazione sta nel fatto che il Codice penale militare congolese afferma che quando una persona ha commesso un reato per mezzo di armi da guerra, anche se è un civile, deve essere processata da un tribunale militare.
La posizione di Frederic Batumike e dei membri delle sue milizie rientra quindi in questa ipotesi, tenuto conto che quando sono stati arrestati, i soldati hanno trovao in casa loro armi da guerra. I testimoni sono, da tempo, minacciati per molto tempo e due di loro uccisi.

http://www.globalist.it/world/articolo/2014949/si-chiamavano-esercito-di-gesa-ma-stupravano-le-bambine-18-miliziani-a-processo.html

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