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Si' del Senato all'Italicum, Pd spaccato Renzi "il coraggio paga"

(AGI) – Roma, 27 gen. – Il consueto tweet di trionfo da parte del Presidente del Consiglio chiude una giornata a dir poco combattuta al Senato, in cui la seconda versione dell’Italicum passa la boa di Palazzo Madama spaccando ulteriormente il Pd. Ora si prevede un nuovo passaggio alla Camera, ed una scontata approvazione. Nel frattempo, pero’, il Parlamento dovra’ eleggere il nuovo Capo dello Stato. I tempi sono quindi ancora un’incognita, per il varo della nuova legge elettorale. Oggi comunque Matteo Renzi inneggia al “coraggio che paga” in politica. In effetti, a Palazzo Madama oggi e’ stato un muro contro mnuro, con le opposizioni che hanno bloccato i lavori accusando il governo di fare il gioco delle tre carte con il testo da sottoporre al voto finale: parti aggiunte senza essere state prima discusse dall’assemblea. Alla fine la conta e’ in favore del governo: 184 favorevoli, 66 contrari. Ma e’ proprio sulle cifre che si soffermano le prime analisi. Sono infatti in 24 i senatori del Pd che sono usciti dall’Aula pur di non votare una legge che, per dirla con Miguel Gotor, “e’ un’occasione perduta”. Non sufficienti a far traballare la maggioranza, comunque, anche grazie all’aiuto di un pugno di voti provenienti da Forza Italia. “E’ stato importante il contributo di Forza Italia”, riconosce Maria Elena Boschi, ministro per le riforme. Ma subito aggiunge: “La maggioranza e’ stata autosufficiente. Sicuramente c’e’ soddisfazione perche’ fino a qualche mese fa nessuno lo credeva possibile, ma dopo nove anni il Senato ha una nuova legge elettorale”. Ad ogni modo, ora la partita si sposta sul Quirinale. Mancano ormai poche ore al momento della verita’. Renzi vede con soddisfazione l’ennesima fuga dal M5S (10 parlamentari) che potrebbe aiutarlo a trovare la maggioranza semplice necessaria dopo il quarto scrutinio. Giornata di consultazioni, per il presidente del Consiglio: i suddetti transfughi (che timidamente chiedono lo streaming dell’incontro, come ai tempi d’oro del Movimento) e l’Ncd. Anche Forza Italia, ma qui arriva la nota amara: Silvio Berlusconi non si presenta al Nazareno, e manda una delegazione di livello inferiore. Segno che i giochi ancora non sono stati fatti.(AGI)
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