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Si’ di Berlusconi a unioni civili, ma FI insorge. Guerra con Ncd

(AGI) – Roma, 14 ott. – Vladimir Luxuria non lesina particolari sulla cena a Villa San Martino. Non trascorrono neanche 12 ore e gia’ i dettagli della serata conviviale ad Arcore vengono resi pubblici. A riferire i contenuti delle circa 4 ore trascorse assieme a Silvio Berlusconi e alla fidanzata Francesca Pascale – presenti anche Deborah Bergamini, e sul finir della serata Mariastella Gelmini con consorte – e’ la stessa attivista di Lgbt. Parole che provocano uno scossone nelle fondamenta di Forza Italia: “Berlusconi ha detto che e’ pronto ad appoggiare la proposta di Renzi sulle unioni civili alla tedesca, che prevedono anche la possibilita’ dell’adozione interna”. Non solo. Luxuria riferisce anche che Berlusconi ha confermato il niet all’alleanza con Alfano. E che la fidanzata avrebbe chiosato: “Se si dovesse fare anche una sola alleanza con Alfano e Ncd, anche a livello locale, anche a Canicatti’, io lascio Forza Italia”, avrebbe detto Pascale. Apriti cielo. Tra gli azzurri e’ sconcerto.

Non tanto – ma certo non e’ un aspetto secondario – per il fatto della notizia in se’, quanto per l’esserne venuti a conoscenza tramite l’ex parlamentare di sinistra. Ma a bruciare ancor di piu’ e’ che dietro la nuova linea berlusconiana c’e’ lo ‘zampino’ della fidanzata: “ormai decide tutto lei”, si sfoga un azzurro di vecchia data. Perche’ se l’attivismo della Pascale si limitasse a determinati argomenti, passi pure. Ma non puo’ decidere lei su alleanze e strategia politica, e’ la riflessione che tiene banco per tutta la giornata nei capannelli in Transatlantico. Per Raffaele Fitto e’ la goccia che fa traboccare il vaso. Tanto da decidere, dopo vari consulti con i suoi, di scrivere sul suo blog una dura nonche’ ironica dichiarazione, nella quale si rivolge direttamente al Cavaliere: “Caro presidente Berlusconi, ti dico con affetto e lealta’ quello che – credimi – pensano in tanti. Su tutto dobbiamo ogni giorno apprendere la ‘linea’ da retroscena, o da conoscenti, o da persone di famiglia (ovviamente con il massimo rispetto per tutti)?”. L’ex governatore non mente. Tra i forzisti il malumore cresce e non da oggi. E si acuisce la frattura tra le ‘truppe’ azzurre e il cosiddetto ‘cerchio magico’.

Non e’ un caso se si contano su poche dita le dichiarazioni a favore – – in prima fila Manuela Repetti e Laura Ravetto (che anzi rilancia con le adozioni per i single, suscitando, viene spiegato, critiche nel partito) – mentre nessuno dei contrari esce allo scoperto. Sempre piu’ ignari delle decisioni assunte tra Arcore e palazzo Grazioli, i parlamentari azzurri, si sfoga un big, si sentono “relegati ai margini”. La perdita di consensi – FI sarebbe quotata intorno al 14% – preoccupa i frondisti, convinti che solo una sterzata verso un’opposizione dura, senza sconti a Renzi, possa far recuperare voti. Che il malessere sia elevato lo dimostra l’impasse che si registra nel partito sulla Consulta: ad oggi non c’e’ un nome ‘spendibile’ che dia la garanzia di ottenere i voti. “I gruppi, quando c’e’ il voto segreto, non sono piu’ gestibili”, spiega un fedelissimo del Cav. Ne approfittano gli ex colleghi di partito, che ironizzano: “Un tempo la portavoce di Forza Italia era Elisabetta Gardini, la stessa che caccio’ Luxuria dai bagni femminili della Camera.

Oggi, dopo l’incontro con Silvio Berlusconi e Francesca Pascale, Luxuria lancia messaggi sulle alleanze elettorali di Forza Italia, sui rapporti con Ncd, sull’adesione di Berlusconi al matrimonio omosessuale di stampo tedesco. Ma e’ lei la nuova portavoce di Forza Italia?”, chiede la parlamentare Ncd Eugenia Roccella. E il capogruppo alfaniano, Maurizio Sacconi, parla di “deriva nichilista” in Forza Italia, il che “crea un solco” con il Nuovo Centrodestra. Ma forse e’ proprio questo l’obiettivo di Berlusconi. Del resto, e’ ormai guerra aperta tra l’ex premier e l’ex delfino, che se le suonano di santa ragione. Se Berlusconi lo chiama “traditore”, come riferisce Luxuria, pronostica per il titolare del Viminale “la stessa fine di Gianfranco Fini” e sbarra la porta a qualsiasi alleanza con il leader Ncd (oggi Toti ha incontrato Lega e FdI sul voto in Emilia e si va verso la candidatura di Alan Fabbri), Alfano non e’ certo da meno: “Quattro mesi e mezzo per un senatore mi sembra un risultato modestino”, afferma commentando l’addio del senatore D’Ali’, tornato in Forza Italia. Poi, aggiunge sarcastico: “Sono impegnati nell’operazione ‘Lassie’ da quattro mesi e mezzo e questa operazione ha prodotto un senatore. Eravamo abituati a ben altre performance dal presidente Berlusconi quando si impegnava in questo senso”. (AGI) .

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