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Si è dimesso il ministro Costa, cosa succede ora

Le dimissioni erano nell’aria da qualche giorno. Il ministro degli Affari regionali Enrico Costa si ha lasciato l’incarico questa mattina. Il primo ministro Paolo Gentiloni ha preso ad interim il suo dicastero. Costa aveva già annunciato l’idea di voler ritornare a Forza Italia, partito in cui aveva già militato e che lo aveva portato a Montecitorio nel 2006. La causa principale, da quello che è emerso in questi giorni, è la legge sullo Ius Soli, che Gentiloni ha fermato e rimandato a settembre. Costa si è sempre espresso in maniera abbastanza palese contro la legge, tanto che molti ne vedono il principale artefice del rinvio: “Sullo Ius Soli ha vinto il buonsenso, non io. Ora sono pronto a dimettermi” (La Repubblica, 18 luglio). 

Costa prepara il ritorno a Berlusconi

Questa frase è stata detta ieri a Repubblica e ha anticipato quello che sarebbe successo oggi: “L’estremismo di centro può essere appassionante, ma rischia di essere velleitario” aveva detto al quotidiano diretto da Calabresi, chiedendo al suo partito di tornare a guardare al centrodestra. E a Berlusconi. Alfano, il capo del partito nel quale Costa milita attualmente, ha parlato di “dimissioni tardive”. Già da tempo infatti Costa dimostra di non avere più molto a che spartire con l’attuale maggioranza di governo. E oggi compie il primo passo verso il ritorno a casa, e verso Berlusconi. Cosa è il primo, di fatto, a fare il grande passo per tornare nel centrodestra.  E, ricorda Il Fatto Quotidiano,  l’ex ministro è stato anche il relatore del lodo Alfano, lo scudo per le più alte cariche dello Stato, utilizzato dal solo Berlusconi, ma in seguito bocciato dalla Consulta.

Un possibile ritorno a Forza Italia

“Con Berlusconi è capitato di sentirci, anche se non in questi ultimi giorni, il rapporto umano è stato sempre positivo. Pur non avendo condiviso il percorso degli ultimi anni. Ma tutto è avvenuto sempre nel rispetto reciproco. Quel che conta è la sua apertura di domenica. Denota una grande visione del futuro per l’area moderata” aveva detto ieri rispondendo alle domande di Carmelo Lopapa. 

‘Gentiloni ha sempre rispettato le mie idee’

A Gentiloni, Costa dà atto di avere “sempre rispettato le mie idee. Non mi hai mai imposto il paraocchi e non mi hai chiesto di rinunciare alle mie convinzioni. Lo apprezzo moltissimo. Ma non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero”. “E siccome non voglio creare problemi al governo – ribadisce l’esponente centrista – rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero. Ho avuto un’occasione unica ed ho fatto un’esperienza bellissima, sempre con il massimo impegno. Ora faccio un passo indietro, perché le convinzioni vengono prima delle posizioni”.

Il primo pezzo di governo torna al centrodestra

Un pezzo di governo quindi lascia per tornare nel centrodestra. E, anche se conseguenze sul governo sembra non ci saranno, per Gentiloni è il primo colpo in vista di un’estate caldissima e un autunno pre elettorale. E ieri altri esponenti di Alternativa Popolare, tra cui il leader Alfano, avevano dichiarato qualsiasi nuova alleanza con il Pd. “Ma certo le dimissioni di costa sono lì a segnare il problema della tenuta del cruppo centrista in Senato, già resosi evidente con la decisione del governo e del Pd di far slittare a dopo l’estate (forse) l’approvazione definitiva della legge sulla cittadinanza osteggiata dagli alfaniani”.

Insomma, la nuova attrazione di Ap per Berlusconi, in forte risalita nei sondaggi, e Bersani e Speranza che hanno avvertito più volte che non voteranno la legge di bilancio senza un “superamento delle politiche renziane” considerate di destra, il governo è destinato a navigare a vista in attesa delle elezioni (Il Sole 24 Ore, 18 luglio). 

Torna a casa Lessie non è bello in politica

Fabrizio Cicchitto, parlamentare di Alternativa popolare e presidente della Commissione esteri della Camera, su Huffinton Post critica la scelta di Costa: “Ho una valutazione politica ben diversa da quella di Enrico Costa. Non si può scoprire a fine legislatura che “l’estremismo di centro può essere appassionante, ma rischia di essere velleitario”, dopo averlo praticato per circa quattro anni. Il “torna a casa Lassie” è bello solo nei film (ma anche lì ci vuole l’animale adatto) e di sicuro non in politica”. 

 
 
 
 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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