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Si spaccia per ex legale Bouhlel, scoperto tenta suicidio

Nizza – Sarebbe dovuto comparire oggi davanti alla commissione disciplinare dell’Ordine degli Avvocati di Nizza, invece non si e’ presentato: è ricoverato al pronto soccorso dell’ospedale cittadino ‘Pasteur’ dopo aver tentato il suicidio. Questa, secondo il quotidiano ‘Nice-Matin’, la fulminea parabola di Corentin Delobel, giovane avvocato nizzardo che nei giorni scorsi aveva assaporato un’effimera celebrita’ spacciandosi per l’ex legale di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l’autore della strage del 14 luglio sulla Promenade des Anglais. In una serie di interviste rilasciate ai mass media, Delobel sosteneva di aver difeso lo scorso marzo il futuro attentatore in un processo per lesioni: il 31enne di origini tunisine aveva avuto un alterco con un automobilista, e lo aveva aggredito picchiandolo con un bastone. Se l’era cavata: condananto a sei mesi di carcere con la condizionale. Il sedicente difensore non si era fatto pregare per dire la sua sui sanguinosi avvenimenti della settimana scorsa, pontificando a tutto spiano anche su terrorismo e jihadismo.

“Nulla all’epoca faceva presagire che Bouhlel avrebbe commesso atti cosi’ inumani”, assicurava Delobel. “Non soffriva di problemi psicologici apparenti, e non aveva per niente l’aria del radicalizzato”. “Assomigliava piuttosto al comune delinquente di mezza tacca”. “Un tipo che si serviva di un semplice pezzo di legno, non di un’arma automatica”. “Era molto calmo, indifferente, disinvolto, nessun rispetto per la polizia o per la giustizia”. Pero’ “aveva un lavoro, una casa”. E cosi’ via. Invece non era vero niente: ben presto era emerso che l’avvocato si era inventato la storia di sana pianta, con Bouhlel mai aveva avuto qualcosa a che fare. I suoi colleghi si erano irritati parecchio, anche per il contesto scelto per mettersi a fare il fanfarone sui giornali: tra le 84 vittime del camion lanciato la sera di venerdi’ scorso sul lungomare della citta’ francese c’e’ per di piu’ l’avvocatessa Myriam Bellazouz, ascendenze algerine, appena 29 anni, uccisa insieme alla madre Lea. E cosi’ il presidente dell’Ordine, Jacques Randon, aveva deciso di avviare un procedimento disciplinare a carico di Delobel. “La vicenda che lo riguarda e’ grave, ha concesso interviste in un quadro drammatico”, ha ribadito Randon nello stigmatizzarne l’assenza all’udienza stabilita, quando ancora non si sapeva che il millantatore aveva provato a togliersi la vita per aver ceduto alla tentazione di farsi un’indebita pubblicita’. (AGI) 

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