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SIAMO IN GUERRA. NON BASTA L'ESERCITO SERVE PIU' LAVORO

Napoli – “Siamo in guerra. Il concetto dev’essere chiaro a tutti”. È questa la reazione a caldo di don Angelo Berselli, parroco del rione Forcella, dopo la sparatoria di ieri sera nel centro antico di Napoli. Il sacerdote è uno dei preti che in questi mesi portano avanti la protesta dei cittadini dei quartieri difficili. “Chiediamo cose semplici: più scuola, sicurezza e lavoro per i giovani”, spiega.

Cosa avete ottenuto?

“Mi dispiace dirlo, ma proprio un bel niente. La situazione è sempre la stessa”.

È arrivato l’esercito però. Non basta?

“Ma non scherziamo. Questa è un’emergenza e pensiamo di contrastarla coi soldatini?”.

Che cosa bisogna fare allora?

“Servono interventi seri, strutturali. Ma soprattutto prendere coscienza che questa è una situazione di emergenza. La gente è terrorizzata, non si può aspettare che il popolo scenda in piazza, perché alla fine non porterà i fiori. Siamo alla soglia dell’esasperazione. Interi quartieri vivono nel terrore. Qui è peggio dell’Is”.

L’Is? Non le sembra di esagerare?

“Per niente. A Napoli, se si sommano, ci sono stati più morti rispetto agli attentati di Parigi e Bruxelles. I terroristi colpiscono una volta ogni tanto. Qui è quasi quotidiano. Ci vogliamo svegliare dal sonno? Quello che è avvenuto al Rione Sanità era prevedibile”.

In che senso prevedibile?

“Da mesi in molti rioni si susseguono le cosiddette stese. Gente che gira armata in modo per imporre il proprio dominio”.

Lei provocatoriamente ha sostenuto che la camorra è più efficiente dello Stato. Conferma?

“Purtroppo sono i fatti a dirlo. Per questo dobbiamo reagire”.

(Antonio di Costanzo, Repubblica24 aprile)

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