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Silvio Berlusconi rinviato a giudizio 

Il Gup di Milano ha rinviato a giudizio Silvio Berlusconi al termine dell’udienza preliminare in cui era accusato di corruzione in atti giudiziari nell’ambito della vicenda Ruby ter.

Cosa dice l’accusa

L’ex premier secondo l’accusa avrebbe versato circa 10 milioni di euro, oltre a regali di grande valore, a una ventina di testimoni che, dopo avere partecipato alla feste ad Arcore, erano chiamati a dire la verità davanti ai giudici. 
Alla sola Ruby, che nel 2010 trascorse tre serate a Villa San Martino, sarebbero andati circa 7 milioni per “negare falsamente che aveva avuto rapporti sessuali con Berlusconi”. Versamenti fatti per far aprire alla giovane anche attività all’estero, come un ristorante in Messico.

 

 

L’udienza preliminare per Berlusconi era in sostanza ripartita da zero dopo che il gup Laura Marchiondelli, nell’ottobre scorso, aveva stralciato la posizione del leader di Forza Italia per motivi di salute. Già il 29 aprile del 2015 i pm Luca Gaglio e Tiziana Siciliano avevano chiesto di mandare a processo l’ex premier e gli altri 22 indagati, ma poi la posizione di Berlusconi era stata separata per il legittimo impedimento legato ai problemi cardiaci. Su richiesta delle difese, il gup Marchiondelli aveva poi ‘spacchettato’ il procedimento stralciando e trasmettendo gli atti relativi a sette posizioni in altre sei diverse procure sparse per la Italia in base alla competenza territoriale. 

E per Berlusconi potrebbe aprirsi un quarto capitolo nel nome di Ruby, dopo che nei giorni scorsi si è venuto a sapere di altri presunti pagamenti illeciti ed è stato di nuovo indagato per corruzione in atti giudiziari. Stando ai nuovi accertamenti e alle dichiarazioni del ragioniere Giuseppe Spinelli, ‘storico’ addetto ai versamenti, avrebbe continuato a pagare 13 ragazze tra la primavera e la fine del 2015.

Il processo inizierà il 5 aprile davanti ai giudici della quarta sezione penale. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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