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Sindaco Bologna indagato: Merola, scelta a tutela soggetti deboli

(AGI) – Bologna, 23 lug. – “Esprimo piena fiducia nell’operato della magistratura, l’ho dimostrato anche in altre occasioni. Ho fatto una scelta dettata dall’urgenza e dalla necessita’ di tutelare i diritti costituzionali ed i soggetti deboli quali i minori presenti nello stabile occupato”: cosi’ il sindaco di Bologna, Virgilio Merola, ha commentato la sua inscrizione nel registro degli indagati con l’ipotesi di abuso di ufficio nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bologna sulle ordinanze con cui lo stesso primo cittadino dispose l’allaccio dell’acqua a due immobili occupati abusivamente in citta’. “Ovviamente – ha dichiarato Merola a margine di una conferenza stampa a Palazzo d’Accursio – rimango a disposizione dell’autorita’ per ogni chiarimento mi venga richiesto e confido come sempre nel lavoro della Procura”. Poco prima un riferimento alla vicenda era stato fatto, dallo stesso sindaco, durante la conferenza stampa sulla riforma della polizia municipale. “Questa mattina – ha raccontato Merola – mi ha chiamato un amico” il quale commentando la questione relativa alle ordinanze sull’acqua “mi ha detto ‘manca solo che ti bastonino'”. “Sostegno e sintonia” nei confronti del sindaco di Bologna, Virginio Merola, indagato per abuso d’ufficio dalla procura felsinea in relazione alle ordinanze con cui lo stesso primo cittadino dispose l’allaccio dell’acqua a due immobili occupati abusivamente in citta’ da diverse famiglie. Lo scrive il segretario del Partito Democratico di Bologna, Francesco Critelli, ribadendo piena fiducia nell’operato delle autorita’ competenti. “Il Pd – spiega Critelli – ha sempre manifestato ferma contrarieta’ rispetto alle occupazioni abusive, condividendo assieme al Sindaco la linea della fermezza, strada su cui e’ giusto proseguire. In questo caso, pero’ -sottolinea – bene ha fatto Virginio Merola a tutelare interessi costituzionalmente garantiti, a maggior ragione in presenza di soggetti vulnerabili quali i numerosi minori coinvolti”. Per il segretario del Pd di Bologna, “ridare l’acqua a minori, donne e famiglie rappresenta un gesto che il Pd ha sempre sostenuto: non stupisce la confusione delle forze di centro-destra, incapaci persino di distinguere tra l’ imprescindibile rispetto della legalita’ ed un necessario atto teso a tutelare le condizioni igienico-sanitarie all’interno dello stabile occupato”. “Il Pd – conclude Critelli – attende fiducioso l’evolversi dell’indagine, confermando a Virginio Merola il massimo della fiducia ed invitandolo a proseguire nella sua positiva azione amministrativa, coniugando legalita’ e solidarieta’”. Solidarieta’ piena a Merola arriva anche dal senatore Pd Sergio Lo Giudice e dalla vicepresidente del Partito Democratico e della commissione bicamerale infanzia e adolescenza, Sandra Zampa. Zampa, dopo aver espresso a Merola anche stima e sostegno, va oltre: “La battaglia che attende ora il centrosinistra e il Pd in particolare e’ per il cambiamento della norma del decreto Lupi, quell’articolo 5 della legge 80 che viola diritti umani fondamentali come, appunto, l’accesso all’acqua”. Su questo, come ha fatto anche il senatore Lo Giudice, Zampa ha presentato un’interrogazione al governo ad oggi senza risposta. “Il sindaco e’ indagato per due ordinanze con cui, il 27 aprile e il 29 maggio scorsi, ha ordinato di riallacciare l’acqua corrente in due stabili in cui vivevano complessivamente circa 300 persone, fra cui decine di bambini, neonati, anziani e disabili- spiega Lo Giudice – In quanto massima autorita’ sanitaria della citta’ – sottolinea – non poteva ignorare un bisogno essenziale e un diritto fondamentale come l’accesso all’acqua, ne’ sottovalutare i rischi sanitari legati all’assenza di condizioni igieniche basilari”. Per il senatore, Merola si e’ andato a scontrare “contro una norma ottusa e cieca qual e’ l’articolo 5 della legge 80 del 2014, il cosiddetto decreto Lupi , una norma che questo Parlamento ha votato, respingendo le proposte di modifica, senza tenere nella giusta considerazione le sue conseguenza sui diritti primari delle persone. Quell’articolo del Piano casa impedisce a chi occupi abusivamente un immobile l’accesso alla residenza e l’allacciamento ai servizi pubblici essenziali, come appunto l’acqua”. Solidarieta’ a Merola e’stata espressa infine anche dalla Cgil di Bologna: “un conto e’ legittimare le occupazioni – si legge in una nota della segreteria bolognese – un conto e’ garantire l’accesso all’acqua a tutte le persone, soprattutto se ci sono dei bambini”. .
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