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Sinodo, aperture ai divorziati risposati. Linea più dura su matrimoni gay e aborto

CITTA’ DEL VATICANO  –  Dai lavori del Sinodo sembra prendere consistenza la possibilità che i divorziati risposati possano accedere ai sacramenti, anche se ad alcune condizioni. Una “rivoluzione” che oggi – nell’aula in cui i 253 delegati, alla presenza del Papa, stanno discutendo dei problemi delle famiglie contemporanee – qualcuno ha accostato a quella promossa all’inizio del XX secolo da papa Pio X, che scosse gli equilibri dell’epoca permettendo ai bambini di fare la comunione. Anche se il fronte più intransigente non abbandona le sue posizioni, alla fine del dibattito che ha coinvolto 180 padri sinodali nelle congregazioni generali sembra essere prevalsa la linea della misericordia per chi ha vissuto il fallimento coniugale, senza però mettere in discussione, è stato sottolineato, il valore dell’indissolubilità del matrimonio.
 
Le possibili soluzioni per i risposati  –  Ora il confronto si sposta nei circoli ristretti, chiamati ad analizzare la bozza di testo finale che tra sabato e domenica sarà stilata sulla base di quanto emerso in aula. Si tratta del documento che alla fine dei lavori sarà consegnato al Papa. Tra le ipotesi per i divorziati risposati, insieme a quella di alleggerire l’iter dei processi chiamati a valutare la nullità dei matrimoni, si valuterà anche di inserire un “cammino penitenziale”. Padre Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa vaticana, ha riferito che la riammissione ai sacramenti potrebbe anche passare da “una celebrazione comunitaria” per chi dimostri di aver riparato eventuali torti al coniuge, di avere coscienza del valore dell’indissolubilità delle nozze e consapevolezza delle conseguenze che il divorzio comporta sui figli.

Il padre sinodale figlio di divorziati
  –  Proprio su quest’ultimo aspetto, ha commosso l’aula  la testimonianza di uno dei padri sinodali che ha riferito di aver vissuto, da figlio di divorziati, quella che ha decritto come una “disgrazia” familiare. Padre Lombardi non ha confermato che si tratti del cardinale Schonborn che nei giorni scorsi aveva accennato alla sua esperienza. I bambini, è stato detto in un intervento, “diventano palline da ping pong tra le nuove famiglie dei genitori, costretti ad accettare i nuovi partner del padre e della madre”. Dalla Chiesa, quindi, è stata invocata una maggiore preparazione per rendersi vicina a queste situazioni.
 
Linea ferma su aborto e matrimoni gay  –  Più dura la posizione emersa da alcuni interventi nei confronti di aborto e unioni omosessuali. Nel corso dell’assemblea, è stata contestata “la tendenza di alcuni Paesi ed organizzazioni del mondo occidentale” a sostenere campagne, “in particolare nel contesto dell’Africa”, per presentare l’interruzione di gravidanza e le unioni gay, come “diritti umani”. Ferma anche la linea sul tema della fecondazione assistita: nel Sinodo è stata “ribadita con forza la condanna della manipolazione genetica e della crioconservazione degli embrioni”.
 
L’appello per il ricongiungimento dei migranti  –  Un appello alle nazioni, arriva invece sul tema dell’emigrazione: “Il nucleo familiare è un diritto fondamentale da riconoscere per ogni migrante”, hanno sottolineato alcuni padri sinodali, esortando “le politiche migratorie internazionali a tutelare il diritto all’unità familiare” e quindi il ricongiungimento. Nella posizione della Chiesa, è stato ribadito, “la famiglia è per i migranti elemento essenziale per l’integrazione nei Paesi di destinazione”.
Argomenti:
sinodo
divorziati risposati
matrimoni gay
Protagonisti:
papa Francesco

Fonte

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