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Sinodo, card. Marx: Impensabile che gay non possano vivere Vangelo . Vescovi tedeschi favorevoli a comunione per divorziati

Coppia omosessualeCITTA’ DEL VATICANO –  Si avvia alla conclusione il Sinodo straordinario sulla famiglia convocato da Papa Francesco. Oggi i padri sinodali stanno lavorando alla stesura dei documenti finali, che verranno presentati e votati in Aula domani. Ieri i documenti elaborati dai “Circoli minori”, che chiedevano prudenza su gay e divorziati, avevano fatto pensare ad una marcia indietro rispetto alle aperture contenute nella “relatio post disceptationem”, la relazione che riassumeva i lavori della prima settimana di lavori sinodali. “Non si tratta di una retromarcia ma di un bilanciamento”, ha spiegato oggi il presidente della Conferenza episcopale francese, monsignor Georges Pontier. “Sull’insieme del testo della Relatio Synodi sarei sorpreso che non si arrivasse ad un consenso”, ha aggiunto l’arcivescovo di Marsiglia.

Ma che il fronte progressista non ha alcuna intenzione di arretrare lo si è capito dalle parole del cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e presidente dei vescovi tedeschi. Dal porporato tedesco sono arrivate parole importanti verso gli omosessuali. “Non possiamo dire a qualcuno: ‘lei è omosessuale, non può vivere il Vangelo. Per me questo è impensabile”. “La prassi sessuale – ha osservato Marx – non può essere accettata. Ma non tutto nella loro vita è da condannare: se per 35 anni sono rimasti fedeli l’uno all’altro, se l’uno cura l’altro fino alla fine della vita, come Chiesa cosa debbo dire? Che non ha nessun valore? Non è vero questo”. Le parole di Marx acquistano ancora più importanza in quanto il cardinale è uno dei nove cardinali consiglieri di Papa Francesco. Parole di comprensione sono arrivate anche sulla comunione ai divorziati risposati: “L’esclusione non è la lingua della Chiesa, non è possibile dire a queste persone tu sei un cristiano di seconda classe”. Il cardinale ha rivelato che una “schiacciante maggioranza” dei vescovi tedeschi è a favore dell’Eucarestia ai divorziati risposati come proposto dal cardinale Kasper in un documento. “L’auspicio  – ha sottolineato Marx – è che nel documento finale il Sinodo non ripeta quello che è stato detto sempre, ma dia un impulso forte alla pastorale”. Il cardinale ha chiesto alla Ue di non ingerirsi nella politica interna degli Stati in tema di matrimonio, di famiglia, di difesa della vita.

Dal fronte conservatore si è levata la voce del cardinale africano Robert Sarah, presidente del pontificio consiglio “Cor Unum”, contrario alle aperture sugli omosessuali emerse nella relazione intermedia del Sinodo. “Quanto è stato pubblicato sulle unioni omosessuali è un tentativo per fare pressione sulla Chiesa e farle cambiare la dottrina. Mai si è voluto giudicare la persona omosessuale, ma i comportamenti e le unioni omosessuali sono una grave deviazione della sessualità” ha detto Sarah.

SINODO, IL GIALLO DELLA TRADUZIONE IN INGLESE DELLA “RELATIO POST DISCEPTATIONEM”

Domenica la beatificazione di Paolo VI, presente anche Ratzinger. Il Sinodo sarà chiuso domenica dalla messa di beatificazione di Papa Paolo VI, il Pontefice che istituì nel 1965 l’istituto del Sinodo dei vescovi. Alla cerimonia sarà presente anche il Papa emerito Joseph Ratzinger. Oltre a Benedetto XVI, nominato arcivescovo nel 1977 proprio da Paolo VI, ci saranno due cardinali creati da Montini, Paulo Evaristo Arns e William Wakefield Baum.

Oggi un elogio di Montini è stato tracciato dal cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione dei vescovi e conterraneo di Montini. “Altro che Papa amletico: Paolo VI ha preso decisioni molto coraggiose e innovative: ha abolito la Corte Pontificia, ha abbracciato il patriarca ortodosso Atenagora ed è stato il primo Papa che si è tolto la tiara per affermare che l’autorità del Papa non è legata al potere umano.

Alla cerimonia di beatificazione (attesi 3mila pellegrini da Milano, diocesi che Montini guidò tra il 54′ e il 63′) sarà portata come reliquia di Paolo VI una sua maglietta insanguinata di lana leggera, che indossava quando a Manila, nel viaggio del 1970, fu bersaglio di un attentato da parte di uno squilibrato munito di pugnale.

Il postulatore della causa di beatificazione, padre Antonio Marrazzo, ha ricvelato che “Paolo VI era un antifascista sfegatato. Non era a favore di Franco come non era stato da giovane a favore di Mussolini”.

LE INTERVISTE DEI PADRI SINODALI SU REPUBBLICA

Bergoglio a Santa Marta: “Attenti all’ipocrisia dei farisei”. Jorge Mario Bergoglio, nella consueta messa presso la residenza di Santa Marta, ha voluto mettere in guardia dall’ipocrisia dei “farisei”: “Io faccio finta di essere cristiano, ma non lo sono. Non sono trasparente. Dico una cosa, dico che sono cristiano, ma ne faccio un’altra che non è cristiana”. “Avere come caparra di eternità il Cielo stesso non trattiene i cristiani dallo scivolare nelle tentazioni”, ha aggiunto Papa Francesco. Ciò accade, ha spiegato, “quando noi vogliamo, non dico cancellare l’identità, ma renderla opaca. E’ questo il cristiano tiepido”.

 

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