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Sinodo: Chiesa boccia nozze gay, ma accoglie i divorziati risposati

Sinodo: Chiesa boccia nozze gay, ma accoglie i divorziati risposati(AGI) – CdV, 6 ott. – Dalle risposte alle 38 domande del Questionario voluto da Papa Francesco emerge “un ampio consenso riguardo al fatto che persone di tendenza omosessuale non devono essere discriminate, come ribadisce anche il Catechismo della Chiesa Cattolica”. Ma, ha sottolineato il cardinale Peter Erdo, relatore generale al Sinodo, “emerge con altrettanta chiarezza che da parte della maggioranza dei battezzati, e della totalita’ delle conferenze episcopali, non e’ attesa una equiparazione di questi rapporti con il matrimonio tra uomo e donna”. “Neppure le forme ideologiche delle teorie del gender trovano consenso – ha osservato il porporato ungherese – presso la stragrande maggioranza dei cattolici. Molti vogliono, invece, superare i tradizionali ruoli sociali, condizionati culturalmente, e la discriminazione delle donne, che continua a essere presente, senza con questo negare la differenza naturale e creaturale tra i sessi e la loro reciprocita’ e complementarieta’”.

“I divorziati risposati civilmente appartengono alla Chiesa. Hanno bisogno e hanno il diritto di essere accompagnati dai loro pastori”. Lo ha affermato il relatore, cardinale Peter Erdo, nella “relatio” che da oggi e’ alla base dei lavori sul tema delle sfide attuali alla pastorale familiare. “La fuga dalle istituzioni – ha spiegato il cardinale Erdo – si presenta come segno di individualizzazione, ma anche come sintomo di crisi di una societa’ ormai appesantita di formalismi, obbligazioni e burocrazia. La fuga dalle istituzioni quindi come segno di poverta’, di debolezza dell’individuo di fronte alla dilagante “complicatezza” delle strutture. E’ in questo contesto che dobbiamo annunciare il Vangelo della famiglia, esito di questo Sinodo”.

I divorziati risposati, ha ricordato il cardinale ungherese nella sua “relatio”, gia’ oggi “sono invitati ad ascoltare la parola di Dio, a partecipare alla liturgia della Chiesa, alla preghiera e a compiere le opere buone della carita’”. E “la pastorale della Chiesa deve prendersi cura di loro in un modo tutto particolare, tenendo presente la situazione di ciascuno. Da qui la necessita’ di avere almeno in ogni chiesa particolare un sacerdote, debitamente preparato, che possa previamente e gratuitamente consigliare le parti sulla validita’ del loro matrimonio”. Un tema, quest’ultimo, gia’ sollevato piu’ volte da Benedetto XVI nel suo Pontificato. E che anche Papa Francesco “sente” molto, tanto da aver istituito nelle scorse settimane una Commissione di studio per la semplificazione dei processi di nullita’ matrimoniali che sta gia’ lavorando in parallelo all’Assembela Straordinaria del Sinodo aperta ieri. Secondo Erdo, del resto, “molti sposi non sono coscienti dei criteri di validita’ del matrimonio e tanto meno della possibilita’ dell’invalidita’”. E dunque, questo il suggerimento della “relatio”, “dopo il divorzio, questa verifica deve essere portata avanti, in un contesto di dialogo pastorale sulle cause del fallimento del matrimonio precedente, individuando eventuali capi di nullita’. Allo stesso tempo, evitando ogni apparenza di un semplice espletamento burocratico ovvero di interessi economici. Se tutto questo si svolgera’ nella serieta’ e nella ricerca della verita’, la dichiarazione di nullita’ produrra’ una liberazione delle coscienze delle parti”. .
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