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Sinodo con bavaglio. Perché?

Lorenzo Baldisseri segretario sinodoMarco Tosatti

Per la prima volta nella sua storia pluridecennale un Sinodo dei Vescovi si svolgerà sostanzialmente a porte chiuse. Neanche nei numerosi Sinodi precedenti il pubblico poteva assistere; ma TUTTE le relazioni, da quella dell’arcivescovo di Milano a quella dell’ultima diocesi della Patagonia erano pubblicate, per esteso o in sintesi, quotidianamente.  

Invece in questo Sinodo non verrà reso noto nessun intervento.  

Stupisce che questo accade nel regno di un Pontefice che – almeno a giudicare dalle scelte che compie, e dagli strumenti retorici che usa – è il più “moderno” e “progressista” della storia recente; neanche all’epoca dei “conservatori” San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI si era mai messo il bavaglio ai vescovi.  

Vediamo alcune tappe del processo. E’ stato chiesto ai partecipanti di inviare il proprio intervento scritto entro l’8 settembre 2014. Nella scheda che indicava come dovesse essere modulato l’intervento, si chiedeva di indicare il “numero” del Documento preparatorio, l’Instrumentum Laboris a cui ci si riferiva, e la parte del “numero” interessata dall’intervento. Non volevano, evidentemente, che l’intervento abbracciasse temi generali, forse considerati pericolosi. E in questo modo si impediva di reagire a quanto viene detto in Aula?  

I giornalisti – e il pubblico – sapranno che cosa è accaduto da una conferenza stampa in cui gli addetti stampa daranno un’idea generale del dibattito. Unica per tutte le lingue….  

Ipotesi: ma non sarà che dalle relazioni scritte si è visto che la tesi propugnata dal cardinale Kasper, che continua quasi quotidianamente ad apparire in interviste, si è visto che la stragrande maggioranza, da Berlino alle Filippine, era contraria, e si è voluto evitare che il fatto apparisse platealmente, conquistando così magari anche un po’ di libertà di manovra per il dopo, con proposte, messaggio ecc. ecc.? 
 

D’altronde se uno getta un sasso in uno stagno, poi non deve spaventarsi delle onde. 
 

E la comunione nasce dalla libertà di confronto, a viso aperto. Pietro e Paolo se ne sono dette mica poche. Ma sia gli Atti che le Lettere hanno pubblicato i loro interventi…  

E stupisce un poco anche – magari è nostra ignoranza, siamo pronti a fare ammenda – la singolare passività con cui la stampa specializzata non reagisce alla notizia che per la prima volta per sapere del Sinodo dovrà barcamenarsi fra l’ufficialità e le chiacchiere, senza riscontro di documenti.  

http://www.lastampa.it/2014/10/03/blogs/san-pietro-e-dintorni/sinodo-con-bavaglio-perch-nanmzhIp9Y5rMMz3OjLFyM/pagina.html

 

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