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Sinodo della Famiglia, la Chiesa è d’accordo sul non essere d’accordo

Sinodo della Famiglia, la Chiesa è d’accordo sul non essere d’accordo13/10/2014 – di

Anche la Relatio Finale conferma le due linee pastorali; i rigoristi ancora rigidi, molto appassionati i Padri per la linea dell’apertura. Il Vaticano in pieno “Lavori in corso”.

Sinodo della Famiglia, Papa Francesco ha tutta l’intenzione di tenersi neutrale fra le due linee pastorali che, ormai è chiaro, sono emerse dall’assise sinodale. Anche la Relatio Post Disceptationem conferma e da conto con trasparenza della diversità delle linee d’azione pastorale al di là di qualsiasi unanimismo di facciata: fra i Padri Sinodali emergono due diverse tendenze, specificatamente sul punto più all’attenzione dei media, ovvero quello dei divorziati risposati.

SINODO DELLA FAMIGLIA, LE DUE LINEE – “Alcuni hanno argomentato a favore della disciplina attuale in forza del suo fondamento teologico, altri si sono espressi per una maggiore apertura a condizioni ben precise quando si tratta di situazioni che non possono essere sciolte senza determinare nuove ingiustizie e sofferenze”, scrive la Relatio. Ma la distanza fra i padri risulta evidente anche dai volti dei partecipanti all’uscita del Sinodo: i rigoristi, i nomi più noti della linea “della disciplina attuale” come scrive il documento, escono dall’assise non particolarmente sorridenti e, se parlano, ribadiscono il profondo fondamento teologico della loro idea. “L’indissolubilità del matrimonio è legge di Cristo”, ha detto il cardinale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Gehrard Mueller: “Io dico quel che mi sento di dire a livello personale, e quel che devo dire come prefetto della Congregazione”, aggiunge, non senza ripetere la sua totale contrarietà alla scelta del Sinodo di quest’anno in cui gli interventi nominativi dei Padri Sinodali non vengono diffusi se non per sintesi.

UN SINODO GIA’ SCRITTO? – “Bene ha detto il Prefetto della Congregazione per la Fede, il card. Mueller, che i cristiani hanno diritto di sapere come la pensano i propri vescovi”, ha scritto la Stampa: “E se i vescovi hanno paura di far sapere come la pensano, che vescovi sono?  Sono state addotte varie giustificazioni per giustificare la censura. Che, a mio modesto parere, era funzionale invece a non mettere nero su bianco, in maniera difficilmente oppugnabile, che la maggior parte dei Padri ha ,al minimo, se non altro perplessità sulla linea Kasper”. Walter Kasper è, come è noto, il cardinale della “Teologia in ginocchio” tanto apprezzata da Papa Francesco, relatore al Concistoro dei Cardinali e primo a porre la questione dei divorziati risposati. Dire se ci si trovi davanti ad un Sinodo dall’esito pilotato è molto difficile; è un fatto invece che i Padri più vicini alla linea che anche il Pontefice non fa mistero di fare propria sono visibilmente entusiasti della piega che sta prendendo la discussione.

Papa Francesco celebra la messa nella Basilica di San Pietro

PAURA DI CAMBIARE – “E’ una paura legittima quella di cambiare, quella di mettere in discussione le nostre certezze”, dice all’uscita del Sinodo Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, figlio di divorziati e sostenitore di “un percorso penitenziale serio” per i divorziati: “Anche se nasce da un peccato serio, come l’aver separato ciò che Dio ha unito, c’è una nuova realtà, c’è una nuova famiglia. Separare quanto Dio ha unito è un peccato molto grave, ma da ogni peccato bisogna essere in grado di trovare anche il frutto positivo, il germoglio per ripartire. Molti hanno paura di questo, ma invece secondo me è qualcosa che va constatato”. Ed è questo spirito di apertura e di ricerca che viene espresso negli interventi in conferenza Stampa: “Se ci fosse un cartello qui davanti dovrebbe essere ‘Work in Progress’”, ha detto Bruno Forte, arcivescovo di Chieti e parte della Segreteria Sinodale: “Noi vescovi abbiamo molto da imparare, dobbiamo ascoltare, dobbiamo crescere nella generosità e nell’accoglienza”.

“THE DRAMA CONTINUES” – “Molti lo hanno detto nei lavori del Sinodo: sembra di ascoltare lo spirito del Concilio Vaticano II, sembra di essere tornati ai tempi della Gaudium et Spes, di essere ancora una Chiesa che guarda con simpatia al mondo, si pone accanto alle attese, alle speranze alle gioie degli uomini e delle donne del nostro tempo”, continua Forte: “Lo spirito è quello di una ricerca aperta, più che di una parola conclusa”. Ma se poi si domanda al Cardinale Erdo, relatore, se esistano voci dissonanti ed elementi di critica, risponde che “ogni sera ci sono delle critiche, è normale. C’è chi ha chiesto in che senso dobbiamo intendere la legge della gradualità, quali siano i fondamenti teologici di quanto viene affermato, in che senso si può applicare un’analogia teologica e i punti su cui si ritiene necessario un approfondimento teologico”. E’ la sinodalità, il modello di lavoro che con la conclusione di questo primo appuntamento porta la Chiesa “solo a una tappa del lavoro complessivo”. Per come è avviato il processo sinodale, sembra probabile che il documento finale lascerà di nuovo tutto aperto, in attesa dell’appuntamento dell’anno prossimo. Come detto in conferenza stampa, d’altronde, i giornalisti possono stare tranquilli: “The Drama continues”.

Original Article >> http://www.giornalettismo.com/archives/1631739/sinodo-della-famiglia-chiesa-accordo/

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