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Sinodo della famiglia, la rimonta dei “conservatori”

SinodoSinodo della Famiglia, Papa Francesco, iniziano a dire gli addetti ai lavori in Sala Stampa vaticana, sta provando a correggere la rotta di un’assemblea sinodale in cui si sta celebrando una nemmeno troppo silenziosa sollevazione interna. Sono state pubblicate oggi le relazioni delle discussioni dei Circoli minori, in cui i Padri Sinodali, gli invitati e gli esperti laici hanno potuto discutere liberamente dei temi posti dalla Relatio Post Disceptationem.

SINODO DELLA FAMIGLIA, GLI EMENDAMENTI ALLA RELATIO – Il documento, ormai nella bufera, è stato visto dalla stampa di tutto il mondo come una sostanziale apertura ad una qualche forma di accoglienza o comunque di non condanna verso le coppie omosessuali; una nuova pastorale con strade di accoglienza e riammissione per i divorziati in seconda unione; parole di grande apertura per le unioni civili e le convivenze dove la Chiesa doveva avere la forza di riconoscere “elementi di santificazione”. Un documento che, al di là delle concrete affermazioni, dava un’impressione rivoluzionaria se confrontato con le posizioni sulla morale familiare degli ultimi dieci anni. Tale documento è stato la base del lavoro dei circoli liberi che si sono conclusi oggi e che, si apprende in Sala Stampa, hanno proposto più di 700 “modi”, ovvero emendamenti, al testo.

RIBADIRE LA FAMIGLIA – Sono molte le parti su cui i padri sinodali hanno sollevato questioni. L’impianto generale del testo si rivolge troppo alla pastorale verso le situazioni in difficoltà e troppo poco alle famiglie cattoliche che vivono con impegno la loro vocazione, scrivono i Padri: molti partecipanti al Sinodo vogliono un testo che rassicuri i fedeli nel loro essere sulla strada giusta quando vivono la Verità di una famiglia tradizionale fondata sugli insegnamenti dell Chiesa. “Se finiamo per implicare che certi stili di vita”, ovvero quelli alternativi alla famiglia tradizionale cristiana, “alcuni genitori preoccupati potrebbero facilmente dire: ‘Perché stiamo tentando con così tanta difficoltà di incoraggiare i nostri figli a vivere il Vangelo e abbracciare gli insegnamenti della Chiesa?‘”, scrive uno dei circoli di lingua inglese. Insomma, le famiglie cristiane hanno bisogno di essere “sostenute nella loro testimonianza, urgentemente“, scrive un circolo di lingua italiana: “Non possiamo permetterci quindi di dare l’impressione che la famiglia cristiana sia stata trascurata nel nostro dialogo sinodale“.

 

DOTTRINA E PASTORALE – Il documento finale dovrebbe quindi concentrarsi sul ribadire gli insegnamenti sulla morale familiare e molti emendamenti si concentreranno su questo. Ed è vero che questo è un sinodo “pastorale”, ovvero concentrato sulle emergenze del mondo moderno, ma la pastorale “non può essere separata dagli insegnamenti della Chiesa che si trovano nel tesoro dei suoi documenti” e, si legge altrove, “non esiste una frattura fra la dottrina e la pastorale; esiste una continuità dell’insegnamento del magistero“. In particolare le varie situazioni “problematiche” sulle quali nel corso del Sinodo si è via via concentrata l’attenzione, anche mediatica, vengono affrontate ribadendo, con voce quasi unanime, il tradizionale orientamento della Chiesa.

ADULTERIO E PECCATO – Piuttosto dura ad esempio la Relatio del terzo circolo italico: “Questi padri ritengono imprescindibile che la Relatio ribadisca in maniera esplicita la dottrina su matrimonio, famiglia e sessualità, senza tentennamenti nell’avvalersi delle categorie di ‘peccato’, ‘adulterio’, ‘conversione’ rispetto alle situazioni oggettivamente contrastanti con il Vangelo della Famiglia”, perché “usare eufemismi potrebbe provocare malintesi tra i fedeli, sopratutto per distorte interpretazioni fatte da una parte di una stampa non specializzata” – i giornalisti sono stati a più riprese accusati di aver distorto ruolo e valore dei documenti del Sinodo. In un altro passo si parla di una marcia indietro, per quanto sofferta, riguardo agli “elementi di santificazione” che, come sarebbero presenti anche all’esterno della Chiesa Cattolica, si potrebbero trovare anche “per analogia” in situazioni meno perfette del matrimonio sacramentale (leggi: matrimonio civile e unioni di fatto): “Dopo un intenso dialogo, anche i padri più convinti della bontà dei riferiti concetti hanno ritenuto preferibile che non siano utilizzati nel testo“.

COMUNIONE AI DIVORZIATI – Sull’accesso ai sacramenti dei divorziati le posizioni sono, e si confermano, plurime: alcuni circoli si dicono disposti dopo “votazioni a maggioranza” ad aprire a tale possibilità “in condizioni precise e in momenti definiti della vita ecclesiale“, mentre altri padri si mantengono vincolati dalla “disciplina attuale“; altri circoli affermano di “non raccomandare l’ammissione ai sacramenti delle persone in seconde nozze” ma di valorizzare invece “altri mezzi di unione con Cristo, in altre maniere” – ad esempio il sacramento della confessione, su cui si è tornati in conferenza stampa; sul punto in ogni caso i Padri Sinodali si mantengono vaghi, chiedendo “maggiore approfondimento sul punto“.

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LE UNIONI GAY – Relativamente a “nuove unioni dopo un fallimento” c’è chi ha alluso “in maniera espressa all’incoraggiamento e alla conversione verso la costituzione o ricostituzione del nucleo familiare, coerentemente col Vangelo”. Si riscontra anche una generale – e prevista – disponibilità riguardo lo sveltimento delle procedure di nullità matrimoniale, mentre per quanto riguarda la suggerita “importazione” della pratica delle chiese orientali delle seconde nozze si legge che tale ipotesi necessita di “studio ponderato””. Sugli omosessuali, nonostante il cardinale di Vienna Cristoph Schonborn abbia raccontato la storia di “un partner di una coppia gay che aveva una malattia molto seria, e l’altro partner si è preso cura di lui, ed era un comportamento di santità, punto e a capo“, ha poi velocemente precisato che “l’orientamento omosessuale non ha nulla a che fare con il peccato, ma la Chiesa non può cambiare il fondamentale fatto che il creatore ci ha fatto in un altro modo“. Ancora, nel documento: “Accompagnare pastoralmente una persona non significa convalidare una forma di sessualità o forma di vita“. 

REVISIONI SOSTANZIALI – Le parole di apertura dunque sulle persone omosessuali realisticamente saranno del tutto riscritte: molti circoli si sono mossi in questo senso. I Padri dunque ribadiscono che la Chiesa deve “continuare a promuovere la natura rivelata del matrimonio come è sempre stato, fra un uomo e una donna, uniti in una comunione eterna, aperta alla vita e fedele“. Se è così vero che le posizioni nei documenti dei Circoli minori non sono unanimi, è allo stesso modo evidente che i Padri hanno chiesto sostanziali revisioni della linea “aperturista” che sembrava trapelare dalla Relatio Post Disceptationem. Nella commissione che redigerà il documento finale del Sinodo sono stati inseriti altri due cardinali, di cui uno certamente di orientamento nettamente conservatore, l’africano Wilfrid Napier. Per molti, un segno della presa d’atto che la composizione della commissione era troppo squilibrata verso l’apertura.

Original Article >> http://www.giornalettismo.com/archives/1635333/sinodo-della-famiglia-divorziati-risposati-adulterio/

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