TwitterFacebookGoogle+

Sinodo della Famiglia, su gay e divorziati i conservatori pronti alle barricate

Sinodo della Famiglia, su gay e divorziati risposati i cattolici più conservatori, sia fra i prelati che fra i laici, sembrano non aver alcuna intenzione di accettare il cambiamento nella Chiesa sulla nuova pastorale per i fedeli in seconda unione, i “segni di santificazione” presenti nelle unioni civili e, sopratutto, l’accoglienza verso gli omosessuali che si potrebbe spingere fino ad una non ostilità alla la regolamentazione, in sede civile, delle unioni fra persone dello stesso sesso. Forse un vento nuovo soffia in Vaticano, ma se così è, dovrà spirare molto più forte di quanto ora non faccia.

SINODO DELLA FAMIGLIA, IL TERREMOTO PASTORALE – Il documento letto ieri dal cardinale di Budapest, il relatore generale Peter Erdo, è stato definito da un veterano della Sala Stampa Vaticana come “un terremoto pastorale“. Ma, si apprende, dopo la lettura del documento non pochi sono stati gli interventi contrari di Padri Sinodali anche dalla caratura estremamente autorevole. Un beninformato di cose vaticane racconta così la seduta di ieri: “Un clima di battaglia, altro che da volemose bene”. Le aperture contenute nel documento non convincono molti fra i Padri; il che è stato confermato dalla conferenza Stampa di martedì dove sono intervenuti il Cardinale sudafricano Wilfrid Napier e Fernando Filoni, coordinatori di due dei circoli minori, i gruppi di lavoro che stanno in queste ore discutendo il testo della Relatio. In Sala Stampa sono volate parole grosse.

“QUESTO NON E’ IL DOCUMENTO DEL SINODO” – Padre Federico Lombardi ha esordito leggendo una nota ufficiale “a nome della Segreteria del Sinodo” in cui si afferma che alla Relatio sarebbe stato attribuito “un valore che non corrisponde alla sua natura”. “Qualcuno fra i Padri si è chiesto se non sia stato un errore diffondere la Relatio ai giornalisti”, ha affermato Filoni; “questo è un documento di lavoro, grazie al clamore mediatico su di esso si sono create aspettative molto alte che forse sono irrealistiche”, ha continuato il cardinale Napier, che non ha fatto mistero di non condividere per nulla l’impianto del testo: “Quello di ieri è il documento di Erdö, non del Sinodo; non possiamo prenderci responsabilità per quanto scritto fino a che non verrà votato. L’immagine che i media ne hanno dato, sia del contenuto che del ruolo, è totalmente fuorviante. Stiamo lavorando nei Circoli, proporremo emendamenti e alla fine voteremo; aspettate il documento finale. Spero che nel nostro lavorare prevalga la linea del Sinodo, non quella di qualche gruppo particolare, anche se ho paura che quanto è uscito finora non corrisponda alla verità, e recuperare il messaggio già diffuso è impossibile. Su questo c’è perplessità fra i Padri Sinodali: nel mio circolo è stata chiaramente espressa”.

“DOCUMENTO INACCETTABILE” – I Padri Sinodali starebbero dunque cercando un modo per rimettere il dentifricio nel tubetto, qualcuno ha scritto su Twitter, e sembra che i prelati lo sappiano bene. D’altronde, ha fatto notare qualche giornalista, la Relatio di ieri non è certo caduta dal cielo; e, non venendo distribuiti gli interventi nominativi dei Padri, solo in serata sono emerse le perplessità di molti riguardo il documento. In particolare hanno preso la parola i cardinali Gerhard Muller, prefetto per la Congregazione per la Dottrina della Fede, che ha esplicitamente parlato di un sinodo in cui “il Vaticano censura le minoranzenon diffondendo i testi completi degli interventi; e Raymond Burke, prefetto della Segnatura Apostolica intervistato oggi dal media cattolico inglese The Tablet, dove definisce il documento letto ieri a chiare parole “inaccettabile” e le unioni omosessuali “un atto impuro” su cui la Chiesa non può dare “un giudizio positivo” in nessun modo. Ieri, negli interventi liberi, “almeno uno” dei Padri Sinodali avrebbe chiesto all’assemblea “che fine abbia fatto la parola ‘peccato‘”, visto che nel documento se ne fa a malapena menzione; si è chiesta “prudenzanell’accoglienza delle coppie omosessuali, affinché “non si crei l’impressione di una valutazione positiva di tale orientamento nella Chiesa“. C’è chi ha chiesto di parlare “più diffusamente delle famiglie che rimangono fedeli agli insegnamenti del Vangelo” e un nuovo impegno nel contrasto “alla pornografia”.

DISOBBEDIENZA ECCLESIALE – Non solo i Padri Sinodali comunque mostrano le loro perplessità. Il media conservatore Life Site News ieri ha dato conto delle reazioni di moltissimi gruppi laicali integralisti cattolici; basti riportare che c’è chi ha esplicitamente invitato alla disobbedienza ecclesiale: “Molti di quelli che affermano di parlare a nome della Chiesa universale hanno fallito nell’insegnare ciò che è vero. Chiediamo ai cattolici di non essere compiacenti e di non cedere a un falso senso di obbedienza davanti ad attacchi sui fondamentali principi della legge naturale; si è moralmente obbligati a distanziarsi dal corso preso dal Sinodo”.

“MIGLIORARE IL TESTO” – Il tutto firmato John Smeaton, coordinatore di Voice of the Family, gruppo autodefinitosi “pro-life e pro-family”. Ma le anticipazioni della contro-svolta di oggi c’erano tutti già da ieri nelle parole del cardinale relatore Erdo: “Spero proprio che durante i prossimi giorni si migliori molto il testo“, ha detto ieri in conferenza stampa. Curioso, visto che dovrebbe esserne lui l’estensore – ma non sembra più un mistero che la Segreteria del Sinodo è fortemente condizionata dal Papa e dai suoi più fedeli emissari, tanto che ieri Erdo ha dato la parola a Bruno Forte perché rispondesse ad una domanda sulle unioni omosessuali: “Rispondi tu, l’hai scritta tu quella parte“, avrebbe detto il relatore generale al vescovo di Chieti, ben più progressista di lui.

LA SITUAZIONE E’ COMPLESSA – Dopo la conferenza stampa di oggi è molto complicato dire cosa accadrà nel seguito del Sinodo e su quali posizioni si assesterà il documento finale: “Non disconosciamo la Relatio, ci lavoriamo sopra”, ha detto Filoni in conferenza Stampa, rispondendo a chi gli chiedeva se a questo punto possa essere realistico che il voto dei Padri Sinodali bocci la linea su cui l’assise sembra essere impostata. Fra gli addetti ai lavori prevale la sensazione che chi ha scritto la Relatio si sia lasciato sfuggire di mano la situazione, convincendo anche molti Padri su posizioni tiepide che un messaggio così “aperturista” non possa essere lasciato uscire dal Sinodo con tranquillità, finendo dunque per irrigidire le posizioni di tutti. “Riuscirà Papa Francesco a controllare la dinamica ora?”, si chiede qualcuno a microfoni spenti.

Original Article >> http://www.giornalettismo.com/archives/1632679/sinodo-famiglia-gay-divorziati-i-conservatori-pronti-alle-barricate/

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.