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Sinodo, Fernandez: l’indissolubità resta, ma serve realismo

Lavori al Sinodo(©Ansa) Lavori al Sinodo.

Iacopo Scaramuzzi –
città del vaticano –

I matrimoni misti con partner di altre fedi, il ruolo dei laici, ma anche la crisi economica e il suo impatto sulle famiglie, e ancora il nodo della comunione ai divorziati risposati. E’ dibattito, al sinodo straordinario sulla famiglia, sulle varie “sfide pastorali” a cui è confrontata la famiglia, con accenti sulla “verità” dell’insegnamento cattolico e sulla “misericordia” verso le situazioni problematiche.

 

Seguendo l’ordine dei temi della esortazione apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco, i padri sinodali hanno discusso questa mattina (quinta congregazione) del tema “la crisi della fede e la vita familiare/ Situazioni critiche interne alla famiglia. Pressioni esterne alla famiglia/Alcune situazioni particolari”, e, ieri pomeriggio, del tema “La pastorale della famiglia: le varie proposte in atto”. Tra gli interventi della sessione libera, ieri sera dalle 18 alle 19, hanno preso la parola, tra gli altri, il prefetto della Dottrina della fede, Gerhard Ludwig Mueller, il presidente della Cei Angelo Bagnasco, l’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn e l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra. Nella mattina di oggi il Papa non è stato presente, impegnato all’udienza generale in piazza San Pietro.

 

Alla sessione di stamane, “innanzitutto il dibattito si è soffermato sulla Chiesa del Medio Oriente e dell’Africa del Nord”, con connessa discussione sui matrimoni inter-religiosi o inter-confessionali, si legge nella sintesi diffusa dalla sala stampa della Santa Sede, che non precisa quale padre sinodale ha sollevato quale tema.

 

“Quanto alla questione dei divorziati risposati – si legge nella nota – è stato evidenziato che la strada sinodale dovrà certamente occuparsene, con la prudenza richiesta per le grandi cause, ma anche coniugando l’obiettività della verità con la misericordia per la persona e la sua sofferenza. Bisogna ricordare che numerosi fedeli si trovano in questa situazione non per colpa loro”. Già nella discussione libera di ieri sera, peraltro, “quanto all’indissolubilità del matrimonio, è stato evidenziato che la verità del legame coniugale e della sua stabilità è iscritta nella persona stessa, quindi non si tratta di contrapporre legge e persona, ma di comprendere come aiutare a non tradire la propria verità”.

 

Intervenuto al briefing quotidiano, ha risposto a diverse domande sul vasto tema della pastorale famigliare il teologo argentino Victor Manuel Fernandez, padre sinodale, rettore dell’Università Cattolica di Buenos Aires, vice-presidente della commissione che scriverà il messaggio finale del sinodo. Il matrimonio cristiano è un “bellissimo ideale”, ma quando si parla di “gradualità” si intende che bisogna prendere in considerazione “la realtà concreta delle persone che non possono arrivare a quell’ideale”, ha spiegato Fernandez, rimandando alla categoria di “bene possibile” evocata da Papa Francesco nella Evangelii Gaudium, da perseguire “anche con il rischio di sporcarci nel fango del cammino”.

 

A volte, ha detto il teologo argentino rispondendo ad un’altra questione, “pensiamo che le coppie molto impegnate siano quelle che fanno apologetica, e invece sono quelle che vivono nell’amore, si perdonano, accompagnano i figli con amore: quell’amore ha il miglior messaggio del Vangelo e del magistero”.

 

Se al dibattito libero di ieri sera un padre sinodale ha auspicato che la luce della Chiesa sia non solo quella di un “faro” ma anche quella di una “fiaccola”, Fernandez, in risposta a un giornalista che domandava se non c’è il rischio che un colpo di vento la spenga, ha risposto che questa immagine rispecchia bene quanto auspicato da Papa Francesco quando, fin da quando era arcivescovo di Buenos Aires, voleva che i preti vivessero nelle favelas e voleva che portassero “dovunque la luce del Vangelo, anche dove ci sono le prostitute, i poveri, i peggiori dei peccatori”, come indica Gesù nel Vangelo.

 

Nel corso del briefing, peraltro, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi ha riferito che un altro padre ha sottolineato una “analogia” tra “lo sforzo che il sinodo deve fare sulla pastorale familiare” e il tema della libertà religiosa al Concilio vaticano II, per sottolineare che alla grande assemblea che durò dal 1962 al 1965 si riuscì, nella discussione poi conclusa con il documento Dignitatis Humanae, a coniugare “libertà e verità”. “Per qualcuno questo era impossibile. Ma il Concilio ha trovato una strada nuova. Ora, potrebbe il sinodo, quello straordinario di adesso o quello ordinario dell’anno prossimo, trovare un nuovo approccio (sulla famiglia, ndr.)? Nessuno vuole togliere l’indissolubilità del matrimonio, indebolire il vincolo, mettere in discussione l’ideale di coniugi fedeli fino alla morte: è un bellissimo ideale e fa bene alla società. La maggior parte dei padri sinodali insiste sul fatto che questa proposta cristiana non deve diventare light. Altri insistono sulla comprensione per le difficoltà incontrate dalle famiglie, come Gesù che era vicino a tutti”.

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