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Sinodo, i circoli minori frenano sulle aperture. Card. Schoenborn: Il Papa ci ha detto di non giudicare ma di accompagnare le famiglie

CITTA’ DEL VATICANO – Il momento della verità si avvicina. Sabato mattina i padri sinodali dovranno approvare un “messaggio” ed elaborare la relazione finale del Sinodo. Oggi invece l’assemblea ha deciso la pubblicazione delle relazioni elaborate dai “circuli minores”, dieci gruppi di lavoro divisi su base linguistica che hanno presentato le loro rispettive relazioni ed hanno depositato i “modi”, cioè le proposte di emendamento al testo della relazione intermedia.

Le relazioni dei circoli sembrano sancire una frenata rispetto alle aperture dei giorni scorsi. I porporati hanno chiesto di dedicare più spazio alle famiglie cristiane senza problemi, ribadire il messaggio evangelico sulla famiglia ma anche confermare la misericordia di Dio e della Chiesa nei confronti delle situazioni irregolari. E’ la conferma di un dibattito aperto tra chi è favorevole a concedere la comunione ai divorziati risposati (proposta sostenuta dal cardinale Kasper) e chi vuole mantenere l’attuale disciplina che non ammette questa possibilità. L’unico gruppo ad esprimersi apertamente a favore è stato l’Italicus C (guidato dall’arcivescovo di Tirana, Angelo Massafra), mentre l’unico gruppo apertamente contario è stato l’Anglicus A (guidato dall’ultraconservatore cardinale Leo Burke). Nessun altro gruppo, dunque, dice no esplicitamente. Resta però che praticamente in tutte le relazioni si dà conto di posizioni che criticano l’impostazione aperturista della Relatio post-disceptationem: in sostanza c’e una minoranza che si oppone alle aperture e che è stata capace di organizzarsi per essere presente con la sua posizione critica in tutte le relazioni dei gruppi.

Molti circoli hanno invece chiesto prudenza sulle coppie omosessuali. Per il secondo gruppo francese non bisogna dicriminare le persone omosessuali, “ma ciò non significa che la chiesa deve legittimare le pratiche omosessuali o ancor meno riconoscere, come fanno certi Stati, un cosiddetto ‘matrimonio’ omosessuale”, mentre il primo gruppo spagnolo ha affermato che non bisogna parlare di omosessualità “quasi come se l’omosessualità fosse parte dell’essere ontologico”, ma solo di “persone con tendenze omosessuali”.

Le richieste e la parziale marcia indietro dei circoli minori sono state commentate dall’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn: “Confrontando le modifiche proposte per la ‘Relatio post disceptationem’ con il testo originale – ha avvertito il porporato austriaco – vedrete molte espressioni che dicono ‘attenzione’, perchè non dobbiamo dimenticare la dottrina, pur di fronte a situazioni che vanno ‘accompagnate'”. “Si dice ‘attenzione, questo è pericoloso’ – ha spiegato Schoenborn -, ma questo non vuol dire che nel Sinodo ci siano partiti”.

“Papa Francesco – ha aggiunto Schoenborn – ha voluto che la riflessione sulla famiglia fosse un cammino che arriverà al sinodo ordinario del 2015 e ci ha detto: non giudicate ma accompagnate le famiglie”. E ha confermato le aperture dell’assemblea ai gay: “Riguardo all’omosessualità c’è un principio chiaro: dobbiamo guardare alle persone prima che al loro orientamento sessuale. L’accoglienza rappresenta un comportamento umano e cristiano di base. Ognuno ha una dignità che va oltre ogni altra questione” e ha aggiunto: “Non bisogna guardare alla camera da letto delle famiglie. Prima guardiamo al soggiorno”.

Sullo sfondo resta lo scontro tra il fronte progressista e quello più tradizionalista che si è manifestato nei giorni scorsi soprattutto dopo la divulgazione della “relatio post disceptationem” con le aperture su comunione ai divorziati, coppie di fatto e unioni gay. Oggi il cardinale Gerhard Ludwig Mueller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant’Uffizio), come riportato dal direttore della Sala Stampa vaticana padre Federico Lombardi, ha detto di non aver mai usato le parole “vergognosa e completamente sbagliata” parlando della relazione intermedia. “Non è il suo vocabolario, non è il suo modo di esprimersi”, ha affermato Lombardi.

SINODO, LE INTERVISTE DEI PADRI SINODALI SU REPUBBLICA

Intanto la “relatio post disceptationem” subisce una significativa modifica nella traduzione in inglese del paragrafo sugli omosessuali: il più caldo “welcoming” è stato sostituito con “provide to”. Il punto è che “welcoming” traduce perfettamente il testo italiano.

In un tweet anche Papa Bergoglio è tornato a far sentire la sua voce: “Il cristiano è necessariamente misericordioso; questo è il centro del Vangelo”.

Papa Francesco ha deciso di integrare ulteriormente la commissione incaricata di scrivere la relazione finale del Sinodo con due padri sinodali, il cardinale Napier (Durban, Sud Africa) e mons. Hart (Melbourne, Australia), provenienti da continenti sinora non rappresentati in questo organismo. Finora il relatore generale, card. Peter Erdo, il segretario speciale, mons. Bruno forte, e il segretario generale, card. Lorenzo Baldisseri, sono stati affiancati dal cardinal Gianfranco Ravasi, dal card. Donald w. Wuerl, da mons. Victor Manuel Fernandez, mons. Carlos Aguiar Retes, mons. Peter Kang U-il, e il preposito generale dei Gesuiti, padre Adolfo Nicolas.
 

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