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Sinodo, Ouellet: «No alle divisioni di cardinali e vescovi in partiti»

Card. OuelletCard. Ouellet.

Andrés Beltramo Álvarez –
Città del Vaticano –

La visione dei vescovi «divisi in partiti» non è propria della Chiesa, e per questo motivo deve essere evitata durante il prossimo Sinodo. Sono le parole di una figura autorevole della Santa Sede, il cardinale canadese Marc Ouellet, in un discorso ai prelati del “vecchio continente”, riuniti a Roma per l’assemblea del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee. Nel suo intervento, il porporato ha detto che solamente un «dialogo costruttivo» permetterà di «vedere con gli occhi di pastori misericordiosi le gioie e le fatiche delle famiglie».

«Gli echi mediatici di queste ultime settimane di preparazione al Sinodo potrebbero lasciar credere che vescovi e cardinali siano anch’essi divisi in partiti e che il Papa stesso si identificherebbe con uno di essi, ma questa logica di confronto, propria del campo politico, è estranea al modo di pensare di Cristo e della Chiesa e di conseguenza deve essere evitata se si vuole rispondere adeguatamente agli obiettivi dell’Assemblea sinodale», ha detto il cardinale.

Le sue parole riflettono l’atmosfera che si respira a Roma, in vista dell’inizio dei lavori sinodali, domenica 5 ottobre. Il dibattito pubblico (con interviste, libri, articoli…) tra i cardinali sul tema dell’apertura o meno ai divorziati risposati ha riempito lo spazio pubblico su un incontro nel quale si parlerà anche di molte altre questioni. Inoltre ha fatto trasparire l’immagine di una frammentazione tra i pastori.

Ouellet, per tanto, ha cominciato il suo messaggio con una citazione della Prima lettera ai Corinti dell’apostolo san Paolo: «Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi».

Ha chiesto ai partecipanti di «proseguire serenamente» lo scambio di opinioni cominciato nelle rispettive diocesi e Conferenze episcopali sul tema della famiglia. E ha riconosciuto che il questionario iniziale, voluto dal Papa, «ha suscitato un enorme interesse e un eccezionale tasso di partecipazione». E anche ha chiesto di apprezzare «l’innovazione in corso d’un processo sinodale in due fasi», che dovrebbe «favorire un approfondimento dei problemi e una più approfondita ricezione del messaggio».

«Mi sembra – ha affermato – che la sfida principale di questa prima fase sinodale non sarà il tema in quanto tale ma piuttosto la metodologia, vale a dire il modo di affrontarlo e di discuterne. Tenuto conto delle attese suscitate e delle correnti d’opinione poste in circolo, una tale assemblea non può aver successo che in un clima di mutuo autentico ascolto che è la pietra di paragone d’un vero ascolto assieme di ciò che lo Spirito dice alla Chiesa attraverso la testimonianza delle Chiese».

Ricordando poi la peculiarità delle «nostre società» nell’Europa post-conciliare «segnate dalla secolarizzazione ma anche da uno slancio di nuova evangelizzazione», il cardinale Ouellet ha esortato i vescovi europei ad avere «un ruolo speciale da giocare» al Sinodo della famiglia che «riprenderà, ce lo auguriamo, l’intuizione conciliare d’una ecclesiologia della famiglia».

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