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Sinodo. Prime frenate alle aperture su gay e unioni civili

Sinodo. Prime frenate alle aperture su gay e unioni civiliNei rapporti dei dieci gruppi di lavoro ci sono critiche alle aperture del Papa.

-Redazione- Il Sinodo sulla famiglia, si avvia alla conclusione, attesa per sabato 18 ottobre, in Vaticano, la relazione finale dei padri; tuttavia sui temi che hanno fatto discutere di più, quello dei divorziati e quello delle unioni omosessuali, è già arrivata la frenata dei Circuli minores, dieci gruppi di lavoro divisi su base linguistica che hanno presentato le loro rispettive relazioni e hanno depositato le proposte di emendamento al testo della Relatio post disceptationem.

I porporati hanno chiesto di dedicare più spazio alle famiglie cristiane “normali”, ovvero quelle famiglie composte da persone eterosessuali che non hanno mai divorziato.
Il dibattito tra chi è favorevole a concedere la comunione ai divorziati risposati, proposta sostenuta dal cardinale Kasper, e chi vuole mantenere l’attuale disciplina che non ammette questa possibilità è ancora aperto. Ciò che è certo è che tutte le relazioni hanno riferimenti a posizioni critiche verso l’impostazione più aperturista.

Quanto alle situazioni familiari difficili, come anche le convivenze e le unioni di fatto, i Circoli sottolineano sì che la Chiesa dev’essere una “casa accogliente” per tutti, ma auspicano maggiore chiarezza, senza confusione, tentennamenti ed eufemismi nel linguaggio. 

Per quanto riguarda le coppie omosessuali, molti circoli hanno chiesto prudenza. Ad esempio, il secondo gruppo francese ha sottolineato che non bisogna discriminare le persone omosessuali, “ma ciò non significa che la chiesa deve legittimare le pratiche omosessuali o ancor meno riconoscere, come fanno certi Stati, un cosiddetto matrimonio omosessuale”, mentre il primo gruppo spagnolo ha affermato che non bisogna parlare di omosessualità ma solo di “persone con tendenze omosessuali”.

“Papa Francesco – ha commentato l’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn – ha voluto che la riflessione sulla famiglia fosse un cammino che arriverà al sinodo ordinario del 2015 e ci ha detto: non giudicate ma accompagnate le famiglie”. E ha confermato le aperture dell’assemblea ai gay: “Riguardo all’omosessualità c’è un principio chiaro: dobbiamo guardare alle persone prima che al loro orientamento sessuale. L’accoglienza rappresenta un comportamento umano e cristiano di base. Ognuno ha una dignità che va oltre ogni altra questione” e ha aggiunto: “Non bisogna guardare alla camera da letto delle famiglie. Prima guardiamo al soggiorno”. 

-17 ottobre 2014-

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