TwitterFacebookGoogle+

Sinodo sulla famiglia con «relatio» finale, come nel 1985

Un precedente Sinodo dei vescovi(©LaPresse) Un precedente Sinodo dei vescovi.

Andrea Tornielli –
Città del Vaticano –

Il Sinodo straordinario sulla famiglia che si apre con la messa di domani approverà un documento finale, una «Relatio Synodi», che sarà distinta dal tradizionale messaggio conclusivo di ogni assemblea sinodale: sostituirà le proposte (“propositiones”) che solitamente i padri sinodali consegnavano al Papa. L’esistenza di questo testo unico finale, votato dai padri e quindi reso immediatamente pubblico, ha fatto immaginare che si trattasse di una novità assoluta, magari gravida di conseguenze in merito  alle decisioni future sui temi più «caldi» del Sinodo stesso.

In realtà qualcosa di molto simile era accaduto in occasione di un altro Sinodo straordinario, quello del 1985, convocato in occasione dei vent’anni dalla fine del Concilio ecumenico Vaticano II. Anche quella assemblea fu preceduta da dibattiti piuttosto accesi: l’allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger, aveva dato alle stampe il libro-intervista con Vittorio Messori «Rapporto sulla fede», contenente alcuni giudizi negativi sul post-concilio. Ratzinger, da leale collaboratore di Giovanni Paolo II, si muoveva pubblicamente sempre nella stessa linea del Pontefice (il custode dell’ortodossia). Sempre in quel periodo il vaticanista Giancarlo Zizola aveva pubblicato il libro «La restaurazione di Papa Wojtyla», contenente giudizi negativi su quelle che l’autore presentava come le «chiusure» di Giovanni Paolo II rispetto a certe attese degli anni conciliari. Erano ancora attivi alcuni grandi protagonisti del Vaticano II: durante una sessione di quel Sinodo venne affidato al cardinale Giuseppe Siri di tratteggiare la figura di Pio XII, mentre il cardinale Franz König fece lo stesso per la figura di Giovanni XXIII.

 

Alla fine di quella assemblea venne approvata una «Relatio finalis» (datata 8 dicembre 1985), distinta dal tradizionale messaggio e contenente indirizzi e proposte concrete. «Sebbene si siano ottenuti grandi frutti dal Concilio – affermavano i padri sinodali – abbiamo riconosciuto nello stesso tempo con grande sincerità carenze e difficoltà nell’accettazione del Concilio. In verità ci sono state certo anche ombre nel tempo post-conciliare dovute in parte ad una non piena comprensione e applicazione del Concilio, in parte ad altre cause. In nessun modo tuttavia si può affermare che tutto quanto avvenuto dopo il Concilio è stato causato dal Concilio».

 

Nel documento si suggeriva per esempio la redazione di un catechismo della Chiesa cattolica: «Moltissimi hanno espresso il desiderio che venga composto un catechismo o compendio di tutta la dottrina cattolica per quanto riguarda sia la fede che la morale». E si chiedeva, vista l’importanza che andavano acquisendo le conferenze episcopali, che venisse  «più ampiamente e profondamente esplicitato lo studio del loro “status” teologico e soprattutto il problema della loro autorità dottrinale».

 

Papa Wojtyla ricevette la «relatio» e decise di renderla pubblica. Diversi di quei suggerimenti furono attuati negli anni successivi. Il dato peculiare della «relatio» conclusiva del Sinodo che si apre domani sta nel fatto di essere in realtà non un documento conclusivo di proposte, ma un testo di lavoro per la discussione che durante i prossimi mesi tornerà in sede di chiese locali, in vista del Sinodo ordinario sullo stesso tema fissato per l’ottobre 2015.

 

Ma c’è un’altra questione che agita il sonno di qualcuno in vista dei lavori sinodali: il cosiddetto blackout informativo. Quest’anno infatti non saranno pubblicate le sintesi dei singoli interventi dei padri, come accadeva in passato. In realtà, spiegano dalla Segreteria del Sinodo, l’informazione ci sarà e sarà tempestiva. Non saranno più pubblicate le sintesi degli interventi preparate e inviate con molto anticipo dai padri, ma quotidianamente verranno riferiti i contenuti degli interventi effettivamente pronunciati in aula: ogni membro dell’assemblea sinodale, anche se ha già inviato il testo del suo intervento, non è poi tenuto a ripetere gli stessi contenuti ed è libero di dire ciò che vuole, magari perché sollecitato dagli interventi precedenti. Di questi contenuti sarà dato conto durante i briefing quotidiani, anche se si farà prima l’elenco dei padri intervenuti, e poi si presenteranno i contenuti, ma senza rivelare chi ha detto che cosa. Alcune esperienze del passato insegnano peraltro che si tratterà di un «segreto» di Pulcinella.

Fonte

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.