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Sinodo, vescovi tedeschi si schierano per comunione a divorziati. Papa: Non nascondiamo nostri peccati

Sinodo, vescovi tedeschi si schierano per comunione a divorziati. Papa: Non nascondiamo nostri peccatiCITTA’ DEL VATICANO – Il Papa aveva chiesto di parlare con franchezza. E nel Sinodo straordinario sulla famiglia è cominciata una discussione vera e intensa. Inevitabile il confronto tra riformatori e conservatori sul tema della comunione ai divorziati che continua a dividere i porporati.

Dopo le parole di ieri del cardinale Peter Erdo – che aveva ribadito “i divorziati risposati appartengono alla Chiesa” – oggi arriva la presa di posizione del presidente della Conferenza episcopale tedesca, Reinhard Marx. Il cardinale ha annunciato l’adesione dei vescovi tedeschi alla proposta di Walter Kasper per l’ammissione, a determinate condizioni, dei divorziati risposati all’eucaristia. Quel Kasper che rappresenta ormai la figura chiave del fronte riformista.

Sul tema interviene l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra, uno dei cinque porporati autori del volume “Permanere nella verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica”, nel quale invece si contesta la prospettiva della comunione ai divorziati. “Avrei avuto più piacere che si dicesse che l’arcivescovo di Bologna ha un’amante piuttosto che si dicesse che ha un pensiero contrario a quello del Papa”, e ha spiegato: “Non solo il Papa non ha mai parlato su questo, ma quando ha parlato ha chiesto un dibattito. E il dibattito è vero se tutte le voci possono parlare”.

Oggi i presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) hanno chiesto di “snellire e accelerare i processi di annullamento dei matrimoni laddove i presupposti richiesti sono evidenti”.

 

La giornata di lavori del Sinodo sulla famiglia in Vaticano è stata preceduta dalle parole di Papa Francesco che arrivano dall’omelia nella messa celebrata alla Domus Santa Marta. Dal Pontefice è arrivato un forte richiamo a non dimenticare gli errori commessi nel passato. “Pregare non è nascondere ma ricordare i nostri peccati, non dimenticare la nostra storia ma farne memoria. Come cristiani non dobbiamo cancellare le fragilità e gli errori del nostro passato ma seguire l’esempio di San Paolo che dice ‘Io sono stato un persecutore, io sono stato cattivo!’, e così fa memoria del suo cammino”. Le parole di Francesco sono anche un monito ai vescovi riuniti nel Sinodo, oggi impegnati nella continuazione del dibattito generale, con una sessione tematica dedicata a due temi: ‘Il Vangelo della famiglia e la legge naturale’ e ‘La famiglia e la vocazione della persona in Cristo’.

“Questa abitudine di fare memoria della nostra vita non è molto comune tra di noi – ha aggiunto il Papa – Dimentichiamo le cose, viviamo nel momento e poi dimentichiamo la storia. Invece ognuno di noi ha una storia: una storia di grazia, una storia di peccato, una storia di cammino, tante cose”.

Ogi il portavoce della Sala stampa vaticana padre Lombardi ha comunicato che il Papa intende effettuare un viaggio apostolico in Francia nel 2015, mentre a novembre è atteso a Strasburgo per parlare al Parlamento europeo e al Consiglio d’Europa. Lombardi ha inoltre annunciato che il Concistoro del 20 ottobre sarà “allargato”, per espressa volontà del Pontefice, alla situazione del Medio Oriente, sulla base dei materiali del passato incontro dei Nunzi dell’area. E non è escluso che il Sinodo  lanci un messaggio di solidarietà e vicinanza alle famiglie del Medio oriente che per testimoniare la loro fede stanno soffrendo la difficoltà della persecuzione.

Oggi al Sinodo sono arrivate le prime testimonianze di laici: Ron e Mavis Pirola, co-direttori del Consiglio cattolico d’Australia per il matrimonio e la famiglia, sono stati invitati da Papa Francesco a partecipare ai lavori in qualità di ‘audiotores’. “Un figlio gay va accettato, accolto ed amato. E la Chiesa deve aiutare i genitori a farlo. Ma i genitori stessi sono chiamati a comunicare alla comunità la propria esperienza per aiutare la Chiesa ad essere più accogliente” ha affermato la coppia australiana, secondo i quali “la Chiesa intera e non solo la pastorale familiare ha bisogno di nuovi modi e linguaggi facilmente riconoscibili per toccare i cuori delle persone”. Al Sinodo è arrivata anche la testimonianza dei coniugi filippini George e Cynthia Campos, impegnati nell’associazione “Coppie per Cristo”, una organizzazione composta interamente di laici che dalle Filippine si è diffusa in 163 paesi, con l’obiettivo di rinnovare e rafforzare la vita cristiana e i valori delle famiglie.

 

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