TwitterFacebookGoogle+

Sinodo, vicinanza e comprensione alle coppie in difficoltà

«L’eucaristia non è il sacramento dei perfetti ma di coloro che sono in cammino». È quanto ha detto il segretario speciale del Sinodo, l’arcivescovo di Chieti Bruno Forte. Nella seconda  giornata di lavori dell’assemblea dei vescovi sulla famiglia, il bisogno di manifestare vicinanza alle tante situazioni familiari «ferite» e «irregolari» è risuonato più volte, anche se il tema specifico sarà affrontato nelle sessioni di oggi. Più d’uno, a partire dal cardinale Christoph Schoenborn, ha parlato della «gradualità», cioè di un cammino a tappe per le coppie in situazioni irregolari senza escludere la possibilità della riammissione ai sacramenti. Sono ormai oltre cento i padri che hanno preso la parola, tra interventi programmati e liberi. «Il clima di scontro descritto nelle settimane precedenti, e anche i toni battaglieri di certe prese di posizione, sono rimasti fuori dall’aula», confida uno dei porporati. Nella stragrande maggioranza si pone l’accento sulla misericordia, sulla necessità di essere vicini a chi vive situazioni difficili.

C’è innanzitutto un problema comunicazione: «Da più parti è emersa la necessità di adeguare il linguaggio della Chiesa, affinché la dottrina sulla famiglia e la sessualità sia compresa nel modo giusto». Un padre sinodale ha detto che «espressioni quali “intrinsecamente disordinato” (utilizzata a proposito dell’omosessualità, ndr) o “mentalità contraccettiva” non aiutano a portare le persone a Cristo».

 

Il presidente della Conferenza episcopale coreana Peter Kang U-Il, e il «papa nero» dei gesuiti, padre Alfonso Nicolas, hanno sottolineato come sia difficile equiparare, come viene fatto, il modello «dell’amore divino della Trinità» con quello dell’amore umano tra gli sposi, che «è ferito dal peccato» e dunque non può essere considerato al di fuori di una storia segnata da fatiche e limiti.

 

 

In uno degli interventi si sono riproposte le parole del discorso di apertura del Concilio, quando Giovanni XXIII disse che la «Chiesa preferisce usare misericordia invece del rigore», a cui fece eco Paolo VI, spiegando che «la misericordia è la chiave ermeneutica dei comandamenti».

 

 

Ma c’è stato anche chi ha denunciato le «ideologie aberranti» che attaccano la famiglia e l’«influenza dei mass media, a volte invadente» nel presentarle. Si confrontano qui due visioni nel rapporto tra la Chiesa e il mondo. Il direttore de «La Civiltà Cattolica», padre Antonio Spadaro ne ha parlato ieri pomeriggio riprendendo l’esempio della Chiesa-faro e della Chiesa-fiaccola: «Il faro sta al di fuori, getta il suo fascio di luce forte, la luce della verità. Mentre la fiaccola ha una luce meno abbagliante, ma accompagna, cammina nella storia, tra le persone».

 

È stata anche sottolineata l’importanza della preparazione al sacramento del matrimonio, che secondo alcuni deve diventare più lunga e severa. Si è accennato al problema delle dichiarazioni di nullità, per le quali si prospetta uno snellimento. Nessuno intende mettere in discussione la dottrina dell’indissolubilità del matrimonio cristiano ma serve – è stato detto – l’avvio di «una pastorale illuminata, per incoraggiare soprattutto le famiglie in difficoltà, che spesso avvertono un senso di non appartenenza alla Chiesa».

Fonte

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.